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MikiMix
8 Baller


Joined: 16 Apr 2009
Posts: 188
Location: Parma
Status: Offline
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 Posted:
27 Giu 2012 - 13:30 |
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| Post subject: La musica di successo? Selezione naturale alla Darwin |
IL BRANO che si canticchia, anche dopo averlo sentito decine di volte. Una sinfonia di musica classica che cattura e resiste nel tempo. Oppure l'ultimo hit che scala le classifiche o un pezzo di Jazz. Melodie che conquistano e fanno viaggiare la mente. Alcune opere riescono a piacere a tutti, o quasi, come se nascondessero una formula magica o un segreto. Ci sono canzoni che resistono agli anni, mentre altre finiscono nel dimenticatoio dopo poco. Anche questo, a quanto pare, fa parte di "una selezione naturale" alla Darwin. A sostenerlo uno studio dell'Imperial College di Londra che, ha utilizzato un sistema che ha prodotto musica dai rumori attraverso la selezione fatta dai consumatori. Le melodie sono state realizzate senza l'intervento di un compositore. All'esperimento hanno partecipato circa 7.000 ascoltatori che hanno valutato 100 brevi brani. La ricerca è stata pubblicata su Pnas, la rivista dell'Accademia di Scienza degli Stati Uniti, ed è stato coordinato da Robert MacCallum. I ricercatori hanno sviluppato un programma per produrre brevi brani di suoni casuali e, analizzando le opinioni degli utenti, hanno dimostrato che la musica si evolve attraverso un processo di selezione naturale. Passando da un musicista all'altro, infatti, le opere sono spesso modificate e le preferenze di chi ascolta influenzano la riproduzione, la diffusione e il futuro di brani particolari. Se con il tempo una melodia o una canzone non piace più al pubblico, sparisce. Il risultato, secondo gli autori, potrebbe anche aiutare a spiegare perché le tendenze musicali popolari sono in continua evoluzione e come mai tradizionali forme musicali possono persistere per migliaia di anni. Insomma gli studiosi dell'Imperial College di Londra sono convinti che anche la sopravvivenza delle opere musicali segua le regole della selezione naturale di Darwin. I brani se non hanno successo e non piacciono spariscono, proprio come un animale in via d'estinzione che non riesce più a riprodursi.
"Ci siamo chiesti - spiega uno degli autori, Armand Leroi, dell'Imperial College di Londra - se la scelta dei consumatori sia la vera forza dietro la marcia inarrestabile del pop. Ogni volta che qualcuno scarica un brano rispetto ad un altro esercita una scelta, che diventano milioni di scelte e milioni di atti creativi. Dopo tutto, è così che la selezione naturale ha creato tutta la vita sulla Terra". Per studiare il ruolo della selezione del consumatore nell'evoluzione della musica, gli autori hanno sviluppato un programma web chiamato 'DarwinTunes', che genera in modo casuale brevi audio, ognuno della durata di otto secondi, che periodicamente si ricombinano, mutano e si riproducono.
Le persone coinvolte nell'esperimento hanno assegnato una pagella ad ogni brano avendo a disposizione una scala di 5 punti. I brani con i peggiori voti si sono estinti, mentre quelli con i migliori voti sono state mescolati, creando una ventina di nuovi brani. Il processo è andato avanti fino a generare con lo stesso sistema 2.500 nuove generazioni di brani musicali ottenendo come risultato una musica ricca di molti degli accordi sofisticati e dei ritmi familiari delle canzoni moderne.
[Fonte: La Repubblica.it] |
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Hustler
Immortal User


Joined: 06 Feb 2009
Posts: 13457
Status: Offline
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 Posted:
27 Giu 2012 - 14:17 |
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minchia alla fine mi sembra abbastanza logica come cosa... |
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