#PLAYLIST: i dischi che ci sono piaciuti nel 2016

Con l'ultimo dell'anno bisogna farci i conti. Così, qui in redazione, ci siamo chiesti: come fare a salutare quest'anno appena passato? La risposta è presto detta: ecco allora che ognuno di noi redattori ha scelto uno tra i molti titoli usciti durante questi 12 mesi.

Piotta & Danno - La forza che scorre



Non c'è dubbio che, per quel che mi riguarda, il miglior album del 2016 sia un brano del 1994 :)
Parliamo de "La forza che scorre", brano che vede protagonisti i giovani Piotta e Danno dei Colle Der Fomento. Ricordo ancora la cassettina che ci passavamo con su questo brano copiato durante la trasmissione di One Two Onw Two. Per anni un inedito, è invece adesso una chicca per gli appassionati, disponibile anche in vinile.
(Stefano Tasciotti)



Axos - Mitridate



La poesia di strada è quando fai convivere il popolare con l'elitario, l'oro con il fango, le Lamborghini con il Lambrusco. È quando definisci lei e sembra tutto così romantico e triste allo stesso tempo, lei ti ha reso pazzo ma ricordi di quando le venivi addosso ed era come creare una piccola costellazione e sei fiero di te stesso. Questo è “Mitridate”, questa è poesia di strada e Axos è l'autore, il poeta.
(Stefano Pistore)



Skepta - Konnichiwa



Chi mi conosce, lo sa: difficilmente mastico il rap inglese. Non sono mai stato un grande fan della cosa, eppure questo 2016 mi ha smentito. Tra tutti gli esponenti della scena grime, i suoni sporchi di Konnichiwa sono tra quelli che mi han colpito più di tutti. La schiettezza di "That's not me", primo singolo estratto è esemplare: "Me and my Gs ain't scared of police / We don't listen to no politician / Everybody on the same mission / We don't care about your ‘isms and schism" suona come una chiamata alle armi. Irresistible.
(Raffaele Lauretti)



Doll Kill - Struggle



Per il mio 2016 ho deciso di affidarmi a “Struggle” (TAK Production) di Doll Kill. In questi mesi ho approfondito parecchio questa fetta di scena e ne sono rimasto decisamente sorpreso, ma lo sono stato fin da subito per la qualità lirica e l’attitudine dimostrati da questa ragazza sarda classe ‘96. Sul lavoro c’è la mano di Kiquè Velasquez. Mettete in play “Struggle” perchè vi farà ricordare perché ci piace questa musica. Margini di crescita importanti!
(Carlo Piantoni)



Zampa - Il Richiamo della Foresta



Ho scelto il disco di Zampa perché penso si sia collocato bene nel panorama musicale del 2016. È stato un disco che mi ha accompagnata durante tutto l’anno, che ha saputo starmi accanto senza farmi male. Riconferma la ricerca di Zampa per se stesso, per la natura. È un bisogno di tranquillità, che viene ricamata da sapienti storytelling e fotografie della quotidianità che su tappeti musicali diversi, anche sperimentali dei suoni più nuovi, travolgono pure il suo flow. Una linea narrativa fresca lontana dai clichè del rap.
(Eleonora Cannizzaro) 



Anderson .Paak - Malibu 



Ci sono almeno 5 dischi che ho consumato in questo 2016. Ma, dovendo sceglierne solo uno, dico "Malibu" di Anderson .Paak. Quello di Paak è il classico from nothing to something: dopo "Compton" di Dr. Dre, è cambiato tutto. "Malibu" è un album di una freschezza disarmante, che è riuscito a farmi sobbalzare ad ogni ascolto. Non ho avuto modo di beccare una data del tour europeo, ma i suoi live sono quello a cui ogni artista dovrebbe aspirare. "Am I Wrong"?
(Sandro Torres) 



Luché - Malammore



Quando mi hanno chiesto di scegliere quello che è stato il disco dell'anno per me, non ho avuto alcun dubbio: "Malammore" di Luché. Il motivo? Semplice. Credo sia il disco più completo sotto tutti gli aspetti. Sound curato e ricercato, punchlines che si alternano a testi introspettivi in cui si coglie l'umanità del rapper napoletano, andando quindi ben oltre il personaggio. Spero davvero che Luchè non si stanchi di fare il disco dell'anno tutti gli anni.
(Carmelo Leone)



Isaiah Rashad - The Sun's Tirade



Accanto alla trap e alla drill, ormai fin troppo diffuse, sta crescendo una corrente con forti influenze jazz e soul. Mi è sempre sembrato che l’autotune e lo scarso campo metrico offerto dalle strumentali limitassero troppo la fantasia dei “trapper”, e mi ha incuriosito il modo in cui alcuni freshman hanno affrontato la strada opposta. Tra questi c’è Isaiah Rashad, che ha debuttato con “The Sun’s Tirade”. Tanti flow e tanti contenuti, strumentali unite da un mood coerente (e piuttosto dark), ma soprattutto tanto cuore. Roba genuina, zero plastica.
(Francesco Lattanzio)



Kanye West - The Life Of Pablo



A tre anni di distanza dal precedente “Yeezus” il rapper di Atlanta torna ad imporsi con un nuovo ed affascinante disco che, complice la sua esuberanza e il suo estro, non delude le grandi aspettative dei fans. Sto parlando ovviamente di “The Life of Pablo” di Kanye West che entra di diritto tra i migliori dischi del 2016. L'album è un mix di suoni e temi disparati, dentro mood sempre diversi, che dipinge a rapide e confuse pennellate il quadro di un animo artistico irrequieto che realizza nel caos un'opera di rara bellezza: la sua stessa vita.
(Jacopo Pasetti) 



Danny Brown - Atrocity Exhibition



Con una voce così o lo ami o lo odi! Facile restare spiazzati al primo ascolto ma "Atrocity Exhibition" di Danny Brown è un album che vuole suonare malato, come la mente del suo ideatore. Un viaggio dell'orrore in un parco dei divertimenti abbandonato. Il flow del rapper di Detroit risulta psichedelico e altalenante come una corsa sulle montagne russe. Un album coinvolgente, allucinato, sperimentale ed inquietante. Benvenuti alla "mostra delle atrocità".
(Ciro Carchia)



Salmo - Hellvisback



La scelta di un best rap album 2016 nel panorama italiano è piuttosto semplice se penso all’esperienza di ascolto di un progetto nella sua forma più pura: il live. Quest’anno il total red del palco di Salmo ha fatto da drappo rosso nella corrida dei dischi, un’arena di rime in cui “Hellvisback” si è distinto per innovazione, sperimentazione e crossover con produzioni da capogiro ed effetti sorpresa da menzione speciale. L’impresa è smettere di ascoltarlo.
(Cristiana Lapresa) 



A$AP Ferg – Always Strive And Prosper


 
Il 2016 è stato un anno denso di uscite fighe, tra conferme di alcune vecchie glorie e vere e proprie rivelazioni. Scegliere un solo album che rappresenti quest’annata è davvero dura! Forse il disco che ho “consumato” di più nei mesi scorsi è Always Strive And Prosper di A$AP Ferg: variegato nei suoni, ottimo nel rap e azzeccato nella scelta dei feat. Tra tutti spiccano “Psycho”, “Beautiful People” e “Let You Go”, veri e propri pezzoni!
(Federico Diterlizzi)