Hyst: "Minuetto". La recensione

Minuetto – Sobrio In Trionfale EP” è il titolo dell’ultima pubblicazione del rapper (o meglio: cantautore) Hyst; ep che abbiamo già introdotto nella nostra rubrica Cover&Tracklist QUI il giorno del suo rilascio (15/7). Il lavoro è disponibile in download gratuito sul sito www.taiyoart.com. Si presenta come un disco molto particolare e caratteristico.

Il primo aspetto da segnalare è la totale assenza di strofe rappate; infatti il cantautore di origine giapponese ha deciso di valorizzare la sua capacità canora, già da anni riconosciuta in modo assolutamente positivo dalla scena italiana. Persino la strofa del fratello minore Jesto in “Nulla”, tra l’altro unica collaborazione del disco, si presenta con un flow molto melodico e “souleggiante”. Sicuramente è stata una decisione efficace che ha permesso ad Hyst di approfondire il suo aspetto più interessante, probabilmente fin troppo assente nel suo ultimo album ufficiale ("Mantra").

È quasi inutile specificare che la presenza totale di strofe cantate dà al disco un’atmosfera molto Pop – RnB che lo allontana totalmente dai canoni del Rap Hardcore a cui siamo tanto abituati e affezionati sin dai tempi della Old School; quindi il disco potrebbe non piacere a tutti. Personalmente lo consiglio a chi cerca sonorità morbide ed eleganti, soprattutto chi mastica Pop Rap e RnB. Lo consiglio inoltre a chi ha una visione più accademica di questa musica; infatti le sonorità e il classico dualismo “MC – cantante” danno ottimi spunti di studio e di ricerca. Infine credo che il disco possa risultare apprezzabile anche per chi non ascolta Rap e si approccia all’ascolto con un background puramente Pop.
 

Un ultimo appunto da fare sulla questione vocale è la leggera presenza di autotune in alcuni brani.
Ho già detto molte volte come la penso, ma essendo di fronte a un pubblico per me nuovo vale la pena rispiegarlo. Io sono contrario all’autotune usato come correttore vocale; infatti la base dell’abilità di un cantante dovrebbe essere, appunto, quella di saper cantare correttamente. Se invece esso viene usato come effetto per la voce (come in questo caso), la questione cambia leggermente. Non c’è nulla di sbagliato, infatti, nell’applicare un effetto per ottenere una determinata sonorità; ma trovo che l’utilizzo di reali effetti vocali sia molto più redditizio delle impostazioni esasperate di un correttore. Per questi motivi tendo sempre a non vedere di buon occhio il suo utilizzo.

Dal punto di vista musicale ho trovato il lavoro di Riccardo Angotta (aka HP) e Hyst più che ottimo e ben finalizzato; anche se credo che continuando a lavorare su questo aspetto si possa, in futuro, creare un suono ancora più nuovo e maturo. Le strumentali sono semplici ma efficaci e non hanno difetti da segnalare. Il filone portante del disco è, appunto, la semplicità della musica pop; ma tra le varie tracce possiamo trovare influenze jazz, soul, electro e RnB, che aggiungono sfumature molto piacevoli e caratteristiche.

Anche i testi seguono la logica della semplicità; infatti all’interno dell’EP non si trovano brani conscious e impegnati come invece vi erano nell’album precedente, ma semplicemente strofe di sfogo in cui il rapper riporta la sua condizione umana in modo sereno e riflessivo. Da questo punto di vista non ho trovato particolari momenti di spicco, ma non ne faccio un difetto; del resto il disco ha altri punti di forza.

Riassunto conclusivo:
in qualità di grande fan di Hyst aspettavo un disco totalmente cantato da anni e, all’idea di poter sentire finalmente il prodotto che tanto bramavo, ero entusiasta. Ma alla fine dei conti sono rimasto soddisfatto da come questo ep è uscito? Sì e no. Sì perché vi è sempre la qualità vocale di Hyst che viene approfondita; no perché, personalmente, me lo aspettavo molto diverso; infatti ho sempre creduto che la finalizzazione migliore per la voce di Hyst fosse quella di un complesso soul. Ma questa, come già detto, è una mia mera considerazione personale; infatti l’intento di Hyst era quello di fare un disco che suonasse in modo molto Pop e minimale, e, oggettivamente parlando, l’intento è stato conseguito in maniera perfetta. Insomma il disco è scorrevole, semplice e rilassante; un’ottima pubblicazione estiva! Personalmente ve ne consiglio l’ascolto e trovo che sia un EP più che interessante, con la speranza che possa essere portato avanti in futuro!

 
Scritto da Andrea “Voide” Percassi