CRLN live @ Roma: leggi il report

Siamo stati al primo live romano di CRLN, è ci è piaciuto un sacco. Se dovessero chiedermi di descrivere in tre parole com’è andata in quella mezz’ora, tra le 22 e le 22,30 di esperienza ultra-sensoriale, non avrei dubbi: breve ma intensa. CRLN è la voce che a circa un mese dal suo primo EP “Caroline”, uscito per Macro Beats, ha già conquistato praticamente tutti gli spazi del web, parlando e aggiungendo al puzzle un lato in più di sé (anche noi l’abbiamo coinvolta, a nostro modo, nella specialissima rubrica di Ladies First).

È sabato 18 giugno e stiamo andando al Monk, un gioiellino in zona Portonaccio, a Roma, a metà tra free playground, giardino d’Oriente e spiaggia urbana, con le caratteristiche sedie a sdraio assolutamente invitanti per prendere un po' di fresco… irrinunciabile in queste giornate surrealmente calde. Siamo puntuali, ed anche CRLN, che salutiamo scambiando due chiacchiere prima del live. Mentre ci raffreddiamo gli animi con una birra gelata, il silenzio delle casse plasma l’atmosfera pre-tempesta, quella specie di quiete prima del diluvio universale, che accoglie CRLN e Alberto, il suo accompagnatore sulle strumentali, sul palco del Monk.

Qualche attimo e il silenzio viene spezzato da questa voce incredibilmente timida e gentile, un aspetto semplice, niente fronzoli, CRNL si presenta senza giri di parole: “Ciao, sono Caroline. E lui è Alberto. Iniziamo.” Il giardino del locale diventa un’altra dimensione quando inizia “Via da noi”, il primo pezzo scelto per il live. Rapimento cerebrale. Il secondo è forse uno dei miei preferiti dell’EP, “Distanze”. Perché tutte quelle volte che non capivo se era in me il problema di sentirmi fuori posto e inutile è un po' una sensazione che tutti ad un certo punto della vita, volenti o nolenti, proviamo (va e viene, ve l’assicuro, poi un giorno passerà).

“Un viaggio senza fine”, il terzo pezzo scelto per questa sera, un viaggio che abbiamo fatto anche noi tra i gesti, le espressioni e la voce di questa splendida cantante, che tra l’altro apprezziamo moltissimo in versione live perché di tecnica ne ha, e nemmeno poca!
Mi giro a guardare quanta gente ci fosse perché fino a quel momento non ci avevo fatto caso: pienone di persone in religioso silenzio, tranne che nelle pause per applaudire, naturalmente, rapite da questa ragazza che ha davvero fatto la fortuna femminile di Macro Beats, di cui siamo molto fieri e condividiamo la scelta, tra le altre cose.



CRLN alterna chitarra e voce a solo voce durante il live, cullandoci fino a “Parlami di te”, il primo singolo dell’EP (corredato da video, che trovate qui), canticchiato anche dal pubblico attorno a noi. Di lei, oltre alla naturalezza del cantato, ci ha colpito la gestualità con la quale ha accompagnato le sue canzoni, come a volerle disegnare su un velo trasparente davanti al microfono, per completare con il tatto e la vista, l’esperienza sensoriale che già con l’udito stavamo sperimentando.

Carolina ci fa una sorpresa lanciando una sfida: “Adesso facciamo un altro pezzo, è la cover di una cover, vorrei che indovinaste di che si tratta”. Bastano tre note e capiamo che “No diggity” è il brano in questione, fortunata hit dei Blackstreet già oggetto di moltissime cover, in effetti, ma credo che CRLN si sia ispirata nelle sonorità alla versione di Chet Faker di qualche anno fa. Chissà se mi sbaglio, magari mi correggerà lei stessa, ma intanto al titolo ci siamo arrivati (ed eravamo gli unici!), quindi tanto orgoglio, eh eh. 
Meno sorpresa ma sempre ben voluta, quella dell’ultimo brano. Meno sorpresa perché è già da un paio di giorni prima dell’evento che circola in rete questo singolo inciso nei Red Bull Studios di Parigi, “Sessanta”, prodotto da Gheesa sotto l’ala di Kiave e Macro Marco. Ce lo siamo goduto anche live.

Come è arrivata, così se ne va. Senza perdersi in chiacchiere. “Grazie a tutti. Grazie Alberto. Ciao”. 
Ciao Caroline! E’ stato davvero un piacere ascoltarti. Il mondo intorno ha preso a sbrilluccicare di cose leggere e danzanti, mentre cantavi. Perciò grazie a te. Voce e personalità delicate, nude nelle congetture e nei quesiti di tutti i giorni di una ragazza da scoprire, molto raro oggi nel made in Italy di donne agguerrite e con lo stile graffiante del “mi hai ferita, quindi spacco tutto, anche da sola”. 
Qualche ora dopo, col suo disco in mano, me ne torno a casa felice di quest’esperienza.
La aspettiamo di nuovo presto su qualche palco.

Piccola parentesi a conlcusione. Potete ascolare il podcast della puntata del mio programma radiofonico Play That Beat andato in onda il 13.06.2016 su keepradio.it direttamente qui.
Ospite? Ovvio, CRLN!
 

Cristiana "LaFresh"
@CriLaFresh

Photo credits: Eleonora Tagliafico