Ladies First puntata #9: Brownie

 
Ladies First episodio 9! Noi non ci siamo fermati nemmeno ad Agosto, così come i progetti delle nostre ospiti.
Con noi de La Casa Del Rap oggi c’è Martina Trombadore, meglio conosciuta con il suo alias: Brownie. Beatmaker ed mc siciliana classe 1986, è attiva sulla scena musicale rap italiana dal 2004. Brownie si innamora della cultura Hip Hop a soli 13 anni quando assiste ad un concerto dei Colle der Fomento.
Negli anni più recenti, si è aggiudicata il contest di rime “Captain Futuro - 4 the ladies” indetto da Esa nel 2014 e nello stesso anno ha iniziato a dedicarsi al beatmaking.
A marzo 2015 ha messo a disposizione 6 beats per il contest #iononsonoschiavo che lei stessa ha organizzato con l’unica regola di rappare sulle produzioni spiegando i perché del malcontento generazionale odierno. Il contest viene successivamente vinto da Shorty, promessa del newsoul italiano, da li a poco terzo classificato all’edizione 2015 di X-Factor e attualmente nel roster Macro Beats.
In questa occasione, abbiamo deciso di coinvolgere Brownie per farci presentare il suo nuovo progetto intitolato “Test Pressing”, disponibile a settembre per la realtà trevigiana JFK Music. “Test Pressing” è il primo beat tape per la signorina del sample: campioni di rock psichedelico, soul e funk sapientemente miscelati per un risultato che suona a metà fra il classico e lo sperimentale.
Noi abbiamo avuto il piacere di ascoltarlo in anteprima, ma prima di svelarvi qualche curiosità sul lavoro, iniziamo l’intervista con le domande d’apertura.



Prima di parlare di “Test Pressing”, parlaci di come si è evoluto il tuo percorso artistico in questi anni di attività tra le prime rime, fino alle produzioni.
Innanzitutto, grazie a voi per l’opportunità di “raccontarmi”, fate un lavoro prezioso per noi artisti!
Beh, la cultura Hip Hop mi ha rapita a 13 anni, quasi 14 quando per la prima volta vidi live i Colle der Fomento. Sono siciliana, cresciuta in parte in Friuli e fino a quel momento avevo sentito solamente canzonette pop passate alla radio… la botta concettuale ricevuta durante questo live, avrebbe cambiato per sempre la mia vita, ma ancora non lo sapevo. Ho cominciato a cercare mixtapes e contatti per seguire le mosse di questa cultura finchè una notte  presi carta e penna e su una strumentale dei Mob Deep iniziò il mio flusso di coscienza. Da li a poco degli amici ad una jam mi passarono il microfono e ricordo le facce dei b-boy: come in freeze! Una ragazza al mic! In Sicilia non si era mai vista nessuna donna esporsi a fare rime. Da li iniziò la mia militanza in molti centri sociali del sud. Portavo pezzi che narravano di temi politici, degrado sociale, insomma… robe di tutti i giorni. La voce girò: c’è una flygirl al sud e i miei live si moltiplicarono.

La nascita di questa rubrica è in parte legata al divario tra i due sessi nella pratica delle discipline dell’Hip Hop, e qui la domanda fondamentale: le donne sono spesso considerate non all’altezza dai colleghi uomini, così come dagli appassionati del genere. Qual è il tuo pensiero in merito?
Anche Sean Price la pensa così ed era uno degli artisti che ho amato di più stilisticamente. Non mi sono mai fatta “toccare” da pregiudizi del genere, ma al contrario ne ho fatto da stimolo per dimostrare che le donne sono un enorme valore aggiunto alla cultura. Il loro modo di portare contenuto è sicuramente notevole e in evoluzione. Un po’ come in ogni campo, si devono fare i conti con la puzza di sessismo ma se fai bene il tuo senza farti carico di critiche che pensi non ti riguardino, beh… vedranno che non vuoi farti notare come “la ragazza” in mezzo a 100 ragazzi. Vedranno che ti sbatti perché ci credi, perché ami la cultura e vuoi crescere ed evolvere le tue skills.

Quali sono le tue aspettative, tra passione e professione, e che obiettivi personali ti poni nel fare la tua musica?
Quando avevo 15 anni, vidi live Esa e Polare. Rimasi a bocca aperta! Esa gestiva il palco in una maniera mai vista prima: come fosse casa sua, si muoveva guardando tutto l’uditorio negli occhi portando testi del disco “Il quinto potere”. Rimasi così tanto affascinata dalla veracità di questo artista che quando scrivevo i miei testi, la mia unica speranza era che lui li notasse per dirmi quanto peso artistico avesse la mia figura. Beh, se conoscete la legge dell’attrazione e ci credete quanto me quello che successe un paio d’anni fa, fu il risultato di questo mio amore. Esa organizzò il contest “Captain Futuro - 4 The ladies” e decido di partecipare con la mia strofa, senza grandi aspettative. Il risultato fu che lo vinsi, ma il regalo più grande furono le sue considerazioni naturalmente! Li ho sublimato uno dei miei sogni legati a questa cultura. Nel 2014 iniziai a metter mani sui campionatori e li ho capito che il beatmaking permette di viversi la cultura, stando dietro le quinte e probabilmente è ciò di cui ho bisogno per un po’. Le mie aspettative in merito ai miei prodotti musicali hanno come fine principale lo star bene: utilizzo la musica come fosse una pratica meditativa. Riesce a tenermi a bada, svuotandomi dalle ansie, preoccupazioni e scleri. Nessun desiderio di fama o visibilità: se arriverà, arriverà da se, ma sicuramente non perché ne ho bisogno o la sto cercando.
 


Passiamo adesso all’approfondimento dedicato al tuo lavoro di prossima uscita.

Iniziamo dandoti spazio per raccontarci quali sono state le tappe principali che ti hanno portata alla realizzazione del tuo primo progetto da beatmaker.
Ascoltando HH da 14 anni, i samples soul&funk mi hanno sempre affascinata! Cercavo di rintracciare il campione principale del beat e senza l’ausilio di whosampled (noto sito) non era per niente facile! Eppure era questo il bello: beccare quei pochi secondi di traccia che montati chirurgicamente in modo perfetto, sanno rendere un beat un’opera d’arte!
Il mio approccio al beatmaking arriva in un periodo nero che credo mi abbia bloccato nella scrittura: la morte di mio padre dopo una dolorosa malattia. Da li, ho cominciato a costruire il mio nuovo approccio alla cultura HH: sicuramente più intimo, più in ombra ma profondamente viscerale.

Sulla base di questo invece, quanto tempo hai dedicato a “Test Pressing”? Lo hai lavorato principalmente in home studio, quali strumenti hai utilizzato per confezionare le tracce di cui si compone?
“Test Pressing” viene “partorito” dopo un precedente “aborto”!
Ovvero, era già pronto circa un anno fa, tuttavia un errore di plugin montati su logic mi ha costretto a rieditarlo per intero. Il risultato è stato molto più soddisfacente per me e per il mio sentire interiore.
Insomma: probabilmente è così che doveva andare ai fini della mia evoluzione! Il mio primo beat tape nasce interamente presso il mio home studio. La strumentazione utilizzata: Monitor Yamaha HS8, Controller Akai MPD26, Tastiera M-Audio Keystastion 88, Giradischi Thorens e Mixer Vestax PMC280.
Non ho grandi robe, ma cerco di farle suonare al meglio!

Il lavoro strumentale uscirà con la collaborazione di JFK Music, realtà trevigiana nata nel 2014 per riunire tutti i progetti realizzati dagli artisti che ruotano attorno alla realtà del Rude Diamond Studio di James Cella. Com’è nato questo sodalizio e con quali prospettive si sta sviluppando?
Credo che James mi abbia scritto avendomi notata durante il contest di rime da me organizzato nel 2015: #iononsonoschiavo. La stima reciproca ha abbattuto le distanze e ci ha portato a collaborare quasi subito. Il nostro gusto in merito al beatmaking è molto simile: amiamo il sample in maniera viscerale e questo ci ha portato ad intenderci fin dal primo momento! Il progetto JFK è in espansione: conta un bel numero di mcs e beatmakers uniti per la causa.
A breve sarà on-line il nuovo sito con veste grafica rinnovata e tante, tantissime novità!



Nella progettazione di “Test Pressing”, qual è il concept sul quale hai strutturato questa proposta sonora? Quali esperienze, ascolti, letture o film hanno ispirato il Beat Tape?
“Test Pressing” vuol dire “prova di stampa”. In gergo tecnico, riguarda quelle copie di disco in vinile non destinate al commercio, prodotte per testarne la qualità, verificare il master prima di dar seguito alla stampa del disco. É per eccellenza il disco più ricercato dai collezionisti e può raggiungere cifre altissime!
Volevo che il mio primo prodotto si chiamasse così perché rappresenta per la mia azione da beatmaker una sorta di test, una prova personalissima per capirne di più in merito a me stessa e quel che sono diventata musicalmente.

Ci hanno da subito colpito i titoli delle tracce e dopo averle ascoltate l’interesse è cresciuto. Le atmosfere sono molto serene e i suoni che hai selezionato, nella loro semplicità, rendono affascinante il tutto. Parlaci brevemente della scelta dei titoli scelti in relazione all’orecchiabilità dei beat.
I titoli sono spesso legati alla scelta del sample. Non c’è uno studio particolare. Anzi, vi dirò che spesso è la cosa che mi fa andare più nel pallone perché non riesco mai a chiuderli concettualmente in poche parole!

Quali riscontri ti aspetti di ricevere sul lavoro nei prossimi mesi? Un carico di critiche positive o negative, potrebbe diventare per te fonte di pressioni sul come lavorerai alla tua musica in futuro?
Beh, in merito alle critiche spero che ne arrivino sia di positive che negative! Le positive mi motiveranno, le negative mi sproneranno a far di meglio, com’è sempre! Il dolore ha forgiato gran parte di quella che sono e le sberle mi hanno fatto crescere più che le carezze! Sono abituata a sgomitare in mezzo ai maschietti da 14 anni dunque ho fatto muscoli abbastanza per restare in piedi nonostante tutto!



Restando ancora per un po’ sul futuro, hai già in testa qualche progetto sul quale vorresti dedicarti una volta esaurita l’esperienza di “Test Pressing”?
A dire il vero, ho un bel po’ di collaborazioni in sospeso alle quali voglio dedicarmi con tutta me stessa. Il panorama italiano attuale pullula di nuovi mcs molto valevoli e sentirli sui miei beats è il mio primo obiettivo dopo l’uscita del beat tape!

Siamo curiosi di chiederti come ti muovi per far conoscere le tue strumentali. A quali canali preferisci affidarti e perché? Ad esempio, privilegi essere attiva su una piattaforma come Soundcloud, oppure intrattenere rapporti più diretti, dove tu stessa contatti altri artisti, che conosci o meno, offrendogli la possibilità di ascoltare il tuo materiale preparato appositamente.
La maniera classica è quella che preferisco: il contatto diretto con l’artista crea quell’empatia reciproca che porta alla nascita del feeling adatto alla realizzazione del prodotto!
Amo sedermi davanti al laptop insieme all’mc per capire quali sono i suoi gusti e come possiamo trovare la soluzione giusta per far suonare il tutto al meglio.

Per concludere ti andrebbe di farci due nomi del panorama rap, magari uno italiano ed uno internazionale, per i quali ti piacerebbe produrre?
Se parliamo di panorama italiano, non ascolto molta roba, ma la mia stima indiscussa va a Ghemon. Adoro le robe conscious e personalmente, lui rappresenta a pieno questo versante musicale nella nostra penisola. Tempo fa mi scrisse per dirmi che aveva notato le mie robe e mi avrebbe tenuto sott’occhio. Era uno dei periodi dove gli stimoli scarseggiavano e le sue considerazioni mi hanno dato la spinta giusta per evolvermi da schemi vecchi e respirare aria fresca.
Se parliamo di robe americane, produrre per il collettivo di 9Th Wonder, l’etichetta discografica da lui creata Jamla Army, sarebbe il mio sogno più grande! Fra i nuovi beatmaker decisiva è l’influenza che ho ricevuto da Apollo Brown che adoro stilisticamente! La scelta dei suoi sample si incastra perfettamente con i miei gusti!

Lo spazio a nostra disposizione si chiude qui. Grazie tante per la tua disponibilità Martina, soprattutto perché ti abbiamo tenuta impegnata nel periodo feriale.
Di seguito vi proponiamo tutti i contatti social di Brownie, nell’attesa della pubblicazione di “Test Pressing”, fuori nel mese di settembre sul nuovo sito ufficiale jfkmusic.it (a breve online).



Questa è la tracklist di “Test Pressing”:
01. Barkeys
02. Family
03. Ladies
04. Yupiter
05. Demon Fuzz
06. No way now
07. Eloim
08. Persuaders

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Per questo appuntamento è tutto dalla rubrica Ladies First. Carlo Jammai e Cristiana LaFresh vi salutano, ricordandovi che potete proporre i vostri lavori alla rubrica scrivendo una mail a: info@lacasadelrap.com digitando nell’oggetto: Ladies First.
Stay tuned and see you soon!

 
Dogg
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