LaCasaDelRap al BOOST016: leggi il report

I nostri affezionati iscritti al canale Telegram @lacasadelrap, hanno ricevuto gli aggiornamenti fotografici dell’evento proprio in diretta. Per tutti gli altri lettori, ecco il report sintetico della giornata di Domenica 22 Maggio tenutasi al Teatro Franco Parenti di Milano per il BOOST016, il primo incontro nazionale che ha riunito alcune delle principali rap label indipendenti italiane, che hanno così avuto modo di proporre ai partecipanti  i loro dischi, il loro merchandising e i loro artisti, tra brevi live e tanta disponibilità, in un clima piuttosto frizzante e familiare.
Organizzato (bene e in un luogo adatto all’iniziativa) da Elita, in collaborazione con RapBurger, il tema della giornata è stato “spingiamo il rap italiano”. Con tutte le buone intenzioni nel dare un’ulteriore “spinta” verso l’alto, l’occasione ha consentito di coinvolgere una serie di realtà italiane operative nel settore Hip Hop, da quelle definite mainstream (non sono certo sia l’aggettivo più consono) a quelle appartenenti al circuito underground, sotto un unico claim: “united we stand, divided we fall”. Condiviso da tutti aggiungerei.
 
In breve questi gli eventi in scaletta: la finale del DMC, la B-boy Jam, la finale di Beatmakers With Attitude, i Panel (a cui bisognava iscriversi preventivamente per i posti limitati. Qualche disguido per l'accesso si è verifiato), la proiezione del documentario “Numero zero: alle origini del rap italiano”, il Market e i live degli artisti delle etichette. Procediamo con ordine.

Tutti paganti, noi della redazione de LaCasa, arriviamo con poco meno di un’ora  di ritardo rispetto all’orario d’apertura fissato per le 14:30. Nessuna coda o fila di persone in attesa ed entriamo senza intoppi, se non per il ritiro di qualche pennarello poi non più restituito a fine serata. L’intenzione è quella di guardarci un po’ attorno, ma soprattutto di divertirci, senza impegno. Direi che entrambe sono state soddisfatte.
All’interno è tutto pronto! Il pubblico, sufficiente, è già presente, così come alcuni dei molti artisti ospiti e non. L’area Market sta finendo di essere allestita e iniziamo a curiosare, con l’aspettativa di vedere qualcosa che ci colpisca. Tutto nella media, se non per gli stand, vicini, di Macro Beats e Unlimited Struggle che si presentano più gradevoli nell’esposizione dei loro prodotti. Detto questo il materiale c’è per tutti, tra vinili, dischi, t-shirt, etc. Machete offre addirittura la possibilità di acquistare ingressi esclusivi per le date di Salmo. Oltre ad un paio di occhiali (in foto) che ci vengono “spacciati” per suoi...



Presenti, oltre ai già citati, Glory Hole, Propaganda, Thaurus e Undamento. Con la possibilità di acquistare anche “Numero zero”, DVD più gadget. Devo dire che non ho visto nulla di Honiro, mi sembra strano nel ripensarci, ma non me li ricordo assolutamente.
Si iniziano a fare i primi incontri, come ad esempio quello con Marta Blumi, caporedattrice per HotMc, tra le altre cose. Sempre disponibile, amichevole e soprattutto professionale. Un riferimento assoluto.
All’interno del Teatro incontriamo e chiacchieriamo amabilmente con Marti Stone e CRLN, per esempio. Purtroppo non c’è stato modo di vederle live, ma vi ricordiamo che sono state due tra le gradite protagoniste che abbiamo intervistato, a margine dei loro progetti, con la rubrica Ladies First.
Salutiamo Shocca, Kiave, Ghemon, ma anche emergenti come IZI e veterani del calibro di Ice One. Chiacchieriamo con Frah dei Fratelli Quintale e con Bosca (news a breve!).

Dopo il primo giro di birre decidiamo di presenziare al primo Panel: BOOST the MEDIA, un incontro per capire come il rap può arrivare nel cinema, nella pubblicità ed in radio. Moderato da Marta Blumi, ospiti presenti: Enrico Bisi, regista di “Numero zero”; Gabriella Staurenghi di Oyez! srl, esperta di sincronizzazioni pubblicitarie; Daniele Tognacca direttore di R101. Ospiti non presenti, per motivi logistici, Luca Legnani e Cosimo Alemà, rispettivamente produttore e regista di ZETA.
Devo dire che il tempo a disposizione e anche le argomentazioni a supporto del tema, non hanno portato a riflessioni particolarmente brillanti, dal mio punto di vista. Magari il fatto che lo stesso Shablo abbia lasciato la stanza prima della conclusine, può essere un segnale a favore della mia idea. Si è parlato della paralisi radiofonica italiana, del suo target adulto e della sua struttura vecchia per età e per modo di operare. Mancano introiti, si investe sempre meno e si fanno scelte per restare a galla. La paura la fa da padrona. Dal mio punto di vista, il rap italiano (e non parlo del solito singolo alla J-Ax e Fedez) può benissimo continuare a fare a meno delle radio, in generale. Detto questo one two one two è una realtà che è tornata operativa e nelle stesse web radio esistono programmi (forse ancora pochi) dedicati all’Hip Hop italiano, come ad esempio PlayThatBeat Underground su www.keepradio.it.



Segue il Panel: BOOST your RIGHTS, un incontro per capire come ottimizzare la monetizzazione della propria attività da artista. Ospiti l’Avv. Emanuela Teodora Russo, di Note Legali e Mario Limongelli, presidente di PMI (Produttori Musicali Indipendenti). Durante l’incontro si è cercato di capire cos’è il diritto connesso, quali sono le cifre a cui si possono ambire, a quali società affidarsi, a quale punto della carriera è giusto associarsi ed altri punti interessanti. Temi ostici, con numerosi cavilli e qualche controversia, spesso. Birra e musica dal vivo però, ci stavano chiamando e quindi ci siamo presto defilati.

Non ci aspettavamo che a presentare tutta la sezione live ci fosse Marco Mixup. Tralasciando questo, si sono alternati sul palco, per diverse ore, gli artisti delle etichette coinvolte. Non solo musica però, infatti, al lato opposto del palco è iniziata una jam di breakdancer con DJ Baro e Like a Bomb, proseguita poi in modo indipendente per tutto il pomeriggio. Nel contesto dell’evento, vi riportiamo anche dell’iniziativa Demo Box, la quale dava la possibilità a chiunque di lasciare il proprio demo, mixtape o album, nella speranza di una selezione/recensione. Sinceramente non sappiamo chi abbia depositato del materiale, la cosa è passata decisamente in ombra. Torniamo ai live!
 
La pigrizia nel fare video, video di una certa qualità ovviamente, ha preso il sopravvento. Vi proponiamo qui una serie di singoli di alcuni dei protagonisti.









Dopo questa prima carrellata, la pausa ci ha portati alla finale del torneo nazionale di “Beatmakers With Attitude”. Si sono confrontati Menevolt, Emshi, Oriental Phase, Odeeno, Johnny Cinque, Simoo, Prestige the Producer e Nebbia. Proprio quest’ultimo si è aggiudicato la vittoria distinguendosi per la forte personalità del suo lavoro. Complimenti vivissimi a lui!



Terzo Panel: BOOST the STREAMING, un incontro dedicato a questo nuovo mezzo di distribuzione musicale ed a tutte le sue sfaccettature. Presenti alcuni dei massimi esperti del settore: Eleonora Bianchi di Universal Italia; Alessio Bertallot di TIMmusic; Cinzia Rinelli di Deezer; Alessio Radoccia di Made In Etaly; Dario Giovannini di PMI; Massimo Reali di Sounday. Questo è il tema più giovane dei tre proposti e anche il più dinamico e meno formalizzato nella sua struttura. Sembra possa esserci mercato potenziale per questo settore in crescita, ma attualmente le realtà di streaming sembrano essere in difficoltà nonostante gli investimenti fatti fino ad ora e già programmati per il futuro.

Si passa alla seconda sezione di live.









Non è certo arrivata al termine così la giornata. In programma ce l’attesissima finale italiana del DMC 2016, format internazionale di sfida per DJ nato nel 1985, ad oggi la gara più prestigiosa e autorevole a livello mondiale. Quest’anno i finalisti che si sono sfidati sono stati DJ Ghost, DJ Frank-Lore, DJ ElleP, DJ Fase, DJ Stonic e DJ KunKut. A loro disposizione 5 minuti di tempo per coinvolgere il pubblico e convincere la giuria, composta da Dj Yaner, Skizo, John Type, Mandrake e Franky B. Il pubblico però è parecchio cotto dall’impegno profuso nella parte finale del live e inizia a scarseggiare. Detto questo l’attenzione era altissima. Il freestyle di Oyoshe ha ravvivato la situazione. Anche qui la prova ha visto sorgere un problemino tecnico legato ai piatti, ma nell’insieme, ad emergere sugli altri partecipanti è stato KunKut, che parteciperà alla finale mondiale DMC 2016 di Londra il 24 settembre.
Durante la sfida l’Alien Army ha performato in uno special live. DJ Skizo, John Type, Mandrayq e Chryverde, hanno presentato in anteprima le rispettive produzioni ed annunciato ufficialmente il nuovo disco.

La serata si è conclusa in un ottimo clima, proprio come era iniziato il pomeriggio. Organizzazione e location impeccabili. Tempistiche rispettate, nemmeno ci fossimo trasferiti in svizzera! Questa organizzazione non è stata molto Hip Hop. Label ed artisti disponibili, sempre in movimento. Tanti artisti non coinvolti erano comunque presenti, su tutti i ragazzi di Mancamelanina Records. Addetti ai lavori presenti, anche se spesso camaleontici, noi in primis. Dopotutto è stata un’iniziativa personale e non di redazione, quella di esserci (anche perchè nessuno ci ha invitati crying).

Ecco: il pubblico. La risposta del pubblico non ci ha convinti appieno. Come spesso del resto quando si parla del pubblico del rap italiano. Non così numeroso come era possibile attendersi. All’interno del Teatro c’era un buono spazio di manovra, sia sotto il palco che nelle zone di transito. Cosa che ha comunque consentito la piacevolezza nel vivere l’evento. La fotta per la musica a mio parere è spesso mancata purtroppo. Ci aspettavamo più folla, ma questo non vuole assolutamente denigrare il numero di persone presenti, più che soddisfacente. Confrontandoci tra noi in merito, sono affiorati i soliti temi che fanno riferimento ai live degli artisti, agli instore (avendo anche una panoramica personale tra Milano, Brescia e Roma) e alle vendite dei loro dischi. Il pubblico dopo le 20:30 era già piuttosto a corto di energie (causa Glory Hole che ha spaccato!) e questo ha un po’ influenzato la risposta del pubblico verso la successiva finale del DMC. Appunto personale.



Gli artisti che si sono esibiti dal vivo hanno fatto il loro lavoro. I ragazzi della Honiro non ci hanno convinti proprio per niente. Thaurus ha avuto qualche problema tecnico, ma nonostante tutto IZI, Tedua e lo stesso Rkomi (ancora acerbo) sanno tenere il palco. Machete è una certezza. Rasty Kilo e Kill Mauri hanno fatto molto bene, così come Frah (che ha presentato “Lasciami fare come voglio”, o per lo meno questo è il ritornello) e Coez per la giovane Undamento. Poi DJ Shocca e Microspasmi hanno fatto davvero la differenza, che grinta! Kiave l’ho trovato un po’ “già sentito”, come sul nuovo disco del resto, nonostante tecnica e classe non si discutano. Glory Hole e Propaganda due ottime sfaccettature di una scena Hip Hop underground massiccia. La ballotta della GH ha dato spettacolo assoluto anche in freestyle. Improvvisazione e fantasia, che nel complesso, sono mancate nella giornata di domenica, se posso permettermi una piccola critica verso chi si è esibito.

Ultimo. A Milano sono mancati i milanesi. L’atmosfera era dominata dal clima romano, assoluto protagonista. Come non coinvolgere potenziali realtà come quelle di Bassi Maestro, Mondo MarcioMarracash, solo per sparare alto visto che si voleva “spingere”. Anche solo come presenza fisica all’evento. Forse non erano interessati, forse non sono stati contattati, forse avevano semplicemente altri impegni. Noi di certo non lo sappiamo. Roma a mio avviso sarebbe stata la città più indicata, vista la situazione creatasi.
 
In definitiva queste le impressioni a caldo dal BOOST016. Vedremo poi se ci sarà la volontà e la forza di riproporre l'iniziativa anche in futuro. Le premesse ci sono tutte.
 
Carlo Jammai Piantoni