Just Another Mix: Fricat - Bassosteronic Chauvinism


Nessuna introduzione polemica per questo nuovo appuntamento di #JAM. Dopo Tom Beaver e Polezsky è il turno di Fricat a.k.a. Joe Antani, o il contrario, nome che per molti dirà qualcosa in più se associato al collettivo degli Apes on Tapes, di cui fa parte. Il producer ha pubblicato pochi giorni fa la sua seconda prova da solista, "Fricatism", un disco di elettronica tribale e carnevalesca oserei dire. Un disco narrato più che suonato. Prima di "Fricatism" Fricat ha pubblicato ben 3 album e 2 ep con gli Apes on Tapes, l'ep "Asinum Cum Asinum" uscito per Sostanze Records lo scorso luglio 2014, e la traccia "Armadildo" pubblicata all'interno della compilation di Avantguardia, "Apogeo".
 


Ho ricevuto il mix di Fricat poche ore dopo l'elezione di Trump. Non mi metterò a parlare di politica per tre semplici motivi: non ricevo soldi per farlo, non ricevo soldi per farlo, e infine, non ricevo soldi per farlo. In realtà non ricevo soldi neanche per scrivere queste righe ma almeno è divertente. Tornando a Trump, quello che mi interessa è il clima post elezioni, quell'atmosfera che si respirava subito dopo i risultati elettorali per le strade di New York o di Portland, non certo per quelle di Roma o Milano, anche perché in queste strade un pensiero diffuso sarà stato grosso modo "ma sticazzi di Trump!", pensiero condivisibile tra l'altro. La gente scesa a protestare per le strade statunitensi sembrava invece colta di sorpresa. La reazione immagino sia stata prima di smarrimento, poi di rabbia. Rabbia repressa molto probabilmente. Rabbia che aumentava man mano che quel disorientamento veniva a meno e si prendeva coscienza di quanto era accaduto.



In "Bassosteronic Chauvinism" è come se Fricat avesse raccolto le voci di tutta quella gente incazzata degli Stati Uniti e le avesse messe dentro un'unica lunga traccia. La rabbia e la violenza che esce fuori è qualcosa di cristallino, cristallizza i sentimenti e li restituisce in tutta la sua durezza e maestosità. La violenza può essere un ideale, ma un ideale positivo, un atto naturale da cui può nascere qualcosa di buono. A volte serve per farci reagire a stati comatosi, altre volte serve per difendersi, altre volte per far sentire la propria voce, altre volte ancora è necessaria, come quella di Malcolm. La violenza che esce fuori da "Bassosteronic Chauvinism" appartiene a questa accezione. Lo scriveva Luisa Muraro nel suo "Dio è violent", esiste un rapporto diretto tra la questione della violenza, da una parte, e la morte della responsabilità politica, dall'altra.

Questo è quello che troverete ascoltando il mix proposto da Fricat, questa è l'aria che respirerete. A proposito, dico la verità, ho detto che non avrei parlato di politica per i tre motivi che ho elencato sopra ma politica la si fa sempre, anche scegliendo degli artisti che possano realizzarti un mix audio.


Tracklist:

1. Run The Jewels - Banana Clipper
2. Madvillain - Shadows of Tomorrow
3. Camp Lo - Krystal Karrington
4. Pusha T - Numbers on The Boards
5. Skepta - Numbers
6. Tyler The Creator - Yonkers
7. Run The Jewels - Twin Hype Back
8. Wiz Khalifa - Visions
9. MF Doom - One Beer
10. Joey Bada$$ - Christ Conscious
11. Pusha T - Nosetalgia
12. Fever Ray/Erikah Badu- The Viking Healer (Fricat Mashup)
13. The Mighty Joe Young - Space
14. Dj Shadow - Nobody Speak

Per seguire Fricat:
FB: facebook.com/fricatpage
Soundcloud: soundcloud.com/fricat

A cura di Stefano "Stephaz" Pistore (@Stephaz01)
jammai
Ritratto di jammai
Che bomba è questa rubrica!? Bravi ragazzi! Tre episodi, uno più figo dell'altro grazie ai super ospiti! Complimenti a loro