Lil'Pin & Kennedy: "Bow Down" è come lo facciamo

 
Si è concluso da poche ore il conto alla rovescia per il solstizio d’inverno: 21 dicembre (ore 11:44 in Italia). Proprio in questa giornata, che coincide con l’inizio dell’inverno astronomico, il sole si trova alla sua massima distanza al di sotto dell’equatore celeste, minimizzando l’arco apparente da sud-est a sud-ovest.
Per officiare il fenomeno il rapper di Quartu Sant’Elena (CA) Lil’Pin ha deciso di pubblicare, su un beat cucitogli addosso da Kennedy, “Bow Down”. Il videoclip che accompagna il pezzo è diretto da Enrico Monni e Lorenzo Giannoni per Studio 2.8. In questo minuto di barre, Lil’Pin scatta un’istantanea della sua attitudine rap.
 

Approfittando dell'uscita di “Bow Down” ho fatto qualche domanda a Lil’Pin. Mi ha raccontato del nuovo pezzo e dei progetti in cantiere, ribadito qualche dettaglio e svelato cosa preferisce leggere.

Uscire il 21.12.2016, non credo sia casuale. Primo giorno d’inverno nell’emisfero boreale, quello con meno ore di luce nel corso dell'intero anno. Sulla base di questo, cosa rappresenta per te questo testo, anche guardando la tua carriera: una continuazione del percorso oppure un nuovo punto di partenza?
Nulla è mai casuale.
Abbiamo scelto il giorno più cupo dell'anno, perfettamente in linea con il mood del pezzo.
Il pezzo è venuto fuori di getto, il classico freestyle all'americana, ma è proprio per questo motivo, per la sua spontaneità e immediatezza, che rappresenta ciò che voglio fare in questo periodo.
Non ho mai avuto peli sulla lingua, ora tanto meno. Non è un nuovo punto di partenza e nemmeno un continuo, è soltanto un rimarcare ciò che siamo, cosa facciamo e come lo facciamo.


Veniamo alla strumentale. Imprescindibile la presenza di Kenney (consiglio di fare un giro qui - n.d.r.). Come è stato confezionato il beat?
Kennedy è una costante.
Non potrei avere lo stesso risultato senza Kennedy e senza il suo sound.
Spesso sento un beat figo e penso "cazzo, ha solo un difetto, non l'ha fatto Kennedy" ...
Succede sempre così, come in questo caso, Kennedy mi passa un beat da ascoltare, e come mia risposta dopo mezz'ora si ritrova una cartella compressa con il titolo "Bow down".
Affinità artistica.


Spesso i videoclip che accompagnano i tuoi pezzi hanno una patina retrò, in richiamo ad una certa epoca, solitamente quella caratterizzata dall’utilizzo della tecnologia di registrazione video in formato analogico su supporto meccanico. Il VHS per intenderci. Come mai questa tua associazione visiva?
Sono sempre stato giù con gli anni 90, non solo per il sound che li ha caratterizzati. Mi piaceva dare un'impronta retro anche ai video per questo motivo, bisognava "immergersi" nell'atmosfera cupa per capire appieno il pezzo, e l'effetto VHS mi ha aiutato spesso in questo senso.
In questo video invece, ho deciso di avviare una collaborazione con due giovani videomakers e dare un'impronta più street al tutto, e credo di aver fatto centro.
Volevo dare una giusta immagine ai miei pezzi, e Enrico Monni e Lorenzo Giannoni mi hanno aiutato parecchio. Questo è solo il primo di una serie.




Ti va di fare un commento sulle polemiche nate dall’interpretazione, di alcuni, sulla tua barra contenuta nel pezzo “Dead A Pussy N***a RMX”? La tua versione l’hai già espressa su facebook e il testo è chiaro, però? Hai qualcos’altro da aggiungere? O passiamo oltre...
Non c'è niente da dire che non sia stato già detto. Come dici, il testo è ben chiaro, e il ragazzo ha preso una cantonata grossa. Ci siamo sentiti per telefono e poi visti di persona e abbiamo chiarito.
Di tutta questa triste storia resta solo una cosa da dire: la miriade di fans che segue la trap in Italia è di un'ignoranza spregevole.
E anche alcuni "giornalisti" di settore.
Meglio la trap belga, direi.


Puoi svelarci qualcosa in merito ai progetti che hai in cantiere? Cosa bolle in pentola, un nuovo mixtape, un progetto ufficiale, quali saranno i tuoi prossimi passi?
Questo pezzo è solo un assaggio del mio nuovo tape presto in uscita, giusto per farsi un'idea sul sound che caratterizzerà il progetto.
Saranno tutti pezzi prettamente street e nati e sviluppati in maniera molto spontanea e diretta. Ci saranno molti feat, e diversi beatmakers, diciamo un piccolo ritorno al passato.
Inoltre sono al lavoro sul mio nuovo album con Kennedy.
Che Padre Jim Jones ci benedica dall'alto e ci illumini.


Chiudiamo con una curiosità. Dai tuoi pezzi traspare sempre una certa influenza letteraria e cinematografica. Consigliaci un film, un libro e una serie TV.
Sono un grande appassionato di cinema, un po' meno di serie TV, e sono un gran lettore, i libri sono il mio lavoro e il mio svago, al pari della musica.
Non sono molto alla moda, potrei dire che ho amato "Sherlock" come serie, anche se fondamentalmente mi piacciono molto di più i telefilm anni 90.
Libri... ce ne sarebbero milioni.
Diciamo "La fattoria degli animali" di Orwell o "Neve" di Maxence Fermine, ma dipende dai giorni. Oggi rileggerò "Discorso sulla servitù volontaria", guarderò il mondo là fuori... e poi andrò a bere una birra con amici senza avere una risposta.


Grazie ragazzi, e grazie per il vero apporto e spazio che date alla musica rap.
P.


 
A cura di Carlo “Jammai” Piantoni

 
Dogg
Ritratto di Dogg
Grazie a voi