Emis Killa istiga al femminicidio? No!

 
Dal 14 ottobre, anche se qualche negozio di musica si è permesso di venderlo con qualche giorno d’anticipo, è fuori per Carosello Records “Terza Stagione”, la nuova fatica discografica del rapper di Vimercate Emis Killa.
L’album, era stato annunciato dallo stesso Emis prima della sua pubblicazione, come un: “lavoro di puro rap senza filtri, com’è da sempre nel mio stile”. Tra i brani che compongono il disco, alcuni sono sicuramente più crudi e diretti di altri.

Dalle critiche che stanno piovendo, soprattutto sui social network, “3 messaggi in segreteria” sembra proprio essere un pezzo che non è stato interpretato dagli ascoltatori dalla prospettiva più corretta, ovvero quella dalla quale lo stesso Emis Killa lo ha raccontato, fotografando un fenomeno, nello specifico la violenza sulle donne, dal punto di vista di chi si rende autore di questi gravi comportamenti del tutto sbagliati e malati, certamente da condannare. Il pezzo va ascoltato in modo maturo, perchè Emis Killa ha trattato l'argomento con estrema maturità e correttezza, confezionando uno dei brani più intelligenti e significativi dell'intero disco. Il rap sa ancora parlare di argomenti importanti e lo sa fare piuttosto bene direi.



Questo il post comparso sui canali social del rapper Emis Killa in risposta alle accuse di istigazione alla violenza sulle donne per il brano “3 messaggi in segreteria”:
 

Emis Killa istiga al femminicidio?
Ora che ho la vostra attenzione leggete le righe che seguono.
In questi giorni sta andando tutto bene, gli instore procedono e il disco sta piacendo molto, però sta succedendo anche altro.
Si parla di "3 messaggi in segreteria" , e certi lo fanno come se istigasse alla violenza sulle donne.
In questa canzone racconto di un ragazzo che perde la testa per la ex fidanzata e decide di ammazzarla. Lo racconto dal punto di vista, malato, di chi ammazza.
E' il mio modo per sensibilizzare e denunciare il femminicidio.
Ho scelto un metodo brusco, diretto, cattivo, e soprattutto in prima persona, perché so che è il più efficace e mi appartiene, e infatti si sta alzando un polverone, che è quello che mi aspettavo, per poter porre l'attenzione su uno degli aspetti più brutti di questa società.
Come artista è mio privilegio e mio compito raccontare storie e far pensare chi mi ascolta.
Quando creo canzoni creo mondi, a volte colorati, a volte crudi. Nelle canzoni racconto la realtà, che a volte è orribile, a volte è sbagliata, ma mai possiamo far finta che non esista.
Ho corso di proposito il rischio di essere frainteso perché il mio richiamo alla riflessione e alla consapevolezza non passasse inosservato, e l'ho fatto coi modi e le parole che sono mie.
Nella conferenza stampa di presentazione l'avevo spiegato ai giornalisti e il senso e lo spirito del mio pezzo era stato ben compreso.
Spero che un brano così forte spinga soprattutto i più giovani e chi ignora questi fatti a farsi due domande e a non ignorarli.
Non temo assolutamente che qualcuno pensi ad emulare il personaggio che interpreto, sarebbe come temere che chi legge gialli poi diventasse un serial killer.
Amo e rispetto l'universo femminile a cui credo di aver dedicato belle parole nel corso della mia discografia; ci sta che qualcuno abbia frainteso lo spirito del brano, ma a volte una nota stonata spicca più delle altre in mezzo all'armonia.
Un saluto a tutti.
Emis Killa


Spesso si parla della musica rap come la musica che si rivolge ai “ragazzini” più giovani, quasi fosse esclusivamente una “canzonetta” per bambini. Niente di più sbagliato! Il rap e soprattutto la cultura Hip Hop, raccontano fatti e narrano vicende di vita vera, senza filtri, lasciando all’intelligenza di chi ascolta la possibilità di filtrare quelle informazioni, così da poterle interpretare sulla base di una riflessione libera.

Il rap è musica seria! Il rap non è alla portata di tutti.
 
Carlo Jammai Piantoni