Ladies First puntata #8: Star-t-Uffo

 
Episodio 8 per la rubrica di Casa, Ladies First. La super ospite di questo appuntamento la stiamo seguendo da diverso tempo e non potevamo certo farcela sfuggire. Siamo davvero contenti di questa intervista ed anche se la sua figura rimane tutt’ora un po’ avvolta nel mistero, abbiamo avuto l’occasione di conoscerla un pochino meglio, sia dal lato personale che sul fronte musicale connotato da mille sfaccettature. Siamo certi che avrete già sentito/letto il suo alias (anche su dischi importanti) e che coglierete con noi questa occasione per saperne di più.
Lei è Sarah Tartuffo all’anagrafe, per le sue produzioni noi la conosciamo come Star-t-Uffo, passaporto francese, nata e cresciuta a Parigi. All’università ha studiato la lingua inglese, ma anche recitazione e teatro. É in Italia da quando ha iniziato a collaborare con D-Ross e nel suo percorso con RC Music ha lavorato a stretto contatto con molti rapper. É sul disco di Fabri Fibra “Squallor” con la produzione del pezzo “A volte” feat. Gel; il suo lavoro con Luchè è noto, infatti ha ben due produzioni sull’ultimo album “Malammore”; ha collaborato con Guè Pequeno e Jake la Furia; a chiudere “Darkswing” di Francesco Paura c’è sempre lei sul brano “Il motivo” feat. Greg Rega. Ci sono poi i lavori fatti con LucarielloEnzo Dong e i Fuossera, oltre a cantanti come Franco Ricciardi, Ivan Granatino, Raiz e Da Blonde.
Anche i suoi remix riscuotono successo tant’è che, per fare un esempio, ha ricevuto i complimenti dallo stesso Jovanotti per il suo rmx del brano “Ti porto via con me”.



Iniziamo allora con l’intervista. Per farlo partiamo dalle domande d’apertura:
 
Prima di parlare del tuo lavoro, qual è il tuo background personale legato alla musica e cosa ha fatto scattare in te questa passione?
Non so cosa abbia fatto scattare questa passione, all’età di 3 anni volevo un pianoforte. Quando per Natale, mi regalarono un giocattolo di plastica, lo misi da parte e specificai che volevo quello vero.
Fino all’adolescenza, ho studiato al conservatorio, ho abbandonato perché il metodo d’insegnamento era troppo scolastico.
Dopo ho iniziato a scrivere canzoni nella mia stanza.
É diventato “serio” quando ho incontrato Rosario.

La nascita di questa rubrica è legata al divario tra i due sessi nella pratica delle discipline dell’Hip Hop, e qui la domanda fondamentale: le donne sono spesso considerate non all’altezza dai colleghi uomini, così come dagli appassionati del genere. Come si riesce secondo te a fare la differenza, in particolare nella tua disciplina, ancor più di nicchia?
Secondo me, nella vita professionale in generale, le donne sono sottovalutate. Occupano meno posti di responsabilità e sono pagate di meno.
Il modello classico resta purtroppo ancora molto ancorato nelle mentalità. L’immaginario collettivo attribuisce la maggior parte dei lavori al genere maschile perché fino a poco tempo fa, era così.
Oggi una donna che produce, che suona o che mixa addirittura, purtroppo, non è abituale.
Si deve combattere l’idea, a volte inconscia, che non sarà all’altezza.
Perché è una situazione nuova fondamentalmente.
A volte sembra che gli uomini si sentano in imbarazzo, come se non sapessero comunicare con te!
La determinazione. Come per un uomo, la differenze è che una donna ne ha bisogno del doppio!
In un certo senso è un lavoro di educazione per i due sessi: i maschi devono imparare a rapportarsi alle donne professionalmente e le donne devono avere meno timore nell’intraprendere percorsi del genere.
Io ho la fortuna di avere una squadra che mi sostiene dall’inizio e anche così ho potuto crescere in tutti questi ruoli. La forza di un individuo passa soprattutto dall’unione.
Alla fine è sempre la musica che parla e la musica non ha un sesso, ma una personalità. Più donne ci saranno, più diventerà normale agli occhi della gente.

Quali sono le tue aspettative, tra passione e professione. Quali obiettivi personali ti poni nel fare la tua musica?
Si deve trovare il giusto equilibrio tra le esigenze e la propria creatività. Quando per esempio produci per qualcuno, ti devi adattare al suo mondo senza rinunciare alla tua personalità.
Questo confronto continuo ti permette di rimettere sempre tutto in questione e quindi crescere, imparare ed innovare continuamente.
Il mio obiettivo è quello di inseguire sempre i miei sogni. Basta crederci.
 


Veniamo adesso alla sezione dedicata alle domande d’approfondimento:

Per i meno attenti può sembrare che il tuo sia l’ennesimo nome del momento, ma non è assolutamente così. Solo per fare un esempio eclatante, c’è anche la tua mano sul brano “A’ verità” di Francesco Liccardo e Rosario Castagnola, colonna sonora del film “Song’e Napule” diretto dai Manetti Bros, brano premiato ai David di Donatello 2014 come migliore canzone originale. Approfitto di questo per chiederti quando e come hai iniziato a collaborare con Rosario aka D-Ross per RC Music?
10 anni fa, a Parigi, ho incontrato Igort, un artista, scrittore, fumettista italiano famoso nel mondo. É anche cantante. Abbiamo iniziato a lavorare insieme su delle canzoni.
Con Rosario erano amici da tempo e già avevano lavorato insieme ad un disco. Naturalmente abbiamo iniziato a lavorare insieme, da li è nata la nostra collaborazione.

Dal precedente racconto sul tuo background artistico sono chiare le molteplici derivazioni musicali che ti hanno nel tempo contaminata. Cos’hai ascoltato in questi anni, che ti ha segnata e che ancora oggi ti ispira nella ricerca costante verso il tuo stile personale?
Io sono cresciuta con i Beatles, la brit pop-rock e il grunge dei Nirvana. La musica classica di Mozart e Beethoven con il pianoforte. Dopo mi sono avvicinata all’Hip Hop, alla musica elettronica con i Daft Punk, i Justice, i cantautori francesi Gainsbourg e Brasseins, mi sono innamorata della musica africana di Fela Kuti e del blues di John Lee Hooker. Mi piace tutta la musica, alcune cose mi emozionano più di altre.
Specificamente all’Hip Hop, Kayne West e Jay-Z sono sicuramente 2 maestri. Mi piace tanto Nicky Minaj, Lil Wayne, Kendrick Lamar, Pusha T, Tyler and the creator, The week end, Travis Scott, Asap Rocky il suo ultimo disco è bellissimo. Etc...
Le influenze sono tante, per me essere aperti e curiosi è una chiave essenziale alla creazione. La scoperta di culture (musicali e non) diverse è una ricchezza, perché ti permette di fare nuovi esperimenti. In questo modo nascono i generi musicali, così è nato l’Hip Hop.



Veniamo al lavoro in studio. Per le tue produzioni, utilizzi strumenti musicali analogici che suoni tu stessa, o qualche tuo collaboratore, oppure ti dedichi alla produzione in maniera completamente digitale? Spiegaci brevemente questo processo metodologico fatto di tecnica, magari indicandoci che tipo di macchine utilizzi, e di creatività.
Tendo a mischiare il digitale e l’analogico. La praticità e l’immediatezza del digitale sono un aspetto essenziale secondo me. Ti permette anche di avere a disposizione una gamma di suoni e di possibilità infinite! Lo uso soprattutto per l’effettistica.
L’analogico è caldo e potente e mi appartiene. Crea un contrasto molto forte e si riesce in questo modo ad avere un approccio creativo e personale.
Mi piace lavorare con batterie tipo 808, 606. etc... per i piatti, secondo i brani, uso dei campioni veri che ci siamo fatti allo studio e spesso aggiungo rullanti acustici, suonati sempre da noi.
Dei Synth classici trance che posso anche personalizzare con distorsore o altro, suono il basso e le chitarre, nell’ampli (Marshall o Vox), tranne che per il singolo di Luchè “Che Dio mi benedica” dove le chitarre acustiche  sono state suonate da  Rosario.
Il moog e la king korg sono indispensabili! E tra l’altro sono un esempio perfetto di un matrimonio intelligente tra analogico e digitale.

Momento “Alta fedeltà”. Ascoltando i tuoi lavori sembra quasi tu sia ossessionata dalla ricerca del loop perfetto. Quali sono le cinque produzioni di sempre che consideri perfette? Senza necessariamente limitarsi al rap.
Timbaland X Jay-Z - “Dirt off your shoulder”
Pharrell X Snoop Dog - “Drop it like it’s hot”
Swizz Beatz  X Pusha T - “Number on the Boards”
Diplo Vs Dj Fresh  feat. Dominique Young - “EarthQuake”
HitBoy X Jay-Z & Kanye West - “Ni**as in Paris”
Ho scelto produzioni urban - Hip Hop per ridurre le scelte. Ce ne sono tante altre che mi piacciono, queste sono le prime 5 che mi sono venute in mente.
PS: l’ordine è casuale!

Focalizziamoci adesso sul lavoro svolto per il disco di Luchè “Malammore”, pubblicato il 15 luglio per Universal. Sappiamo che hai missato gran parte dell’album ed hai prodotto il singolo ufficiale “Che Dio mi benedica” oltre al brano “Quando non ero nessuno”. Oltre al fatto che non ricordiamo di una produzione femminile, su un disco italiano uscito oltretutto con una major, da sempre probabilmente, che chimica è nata in studio tra te, D-Ross e Luchè? Corretto dire che è stato un lavoro di squadra in tutto e per tutto?
Assolutamente. Oltre a produrre dei beat, con Luchè lavoriamo a 360 gradi. Ascoltiamo musica insieme, parliamo della direzione  artistica del disco, del modo in cui farlo uscire, del marketing, dei live, etc.
Luchè è un artista vero al 100%, è musica. É pronto a mettersi in gioco ad ogni brano, a respingere i confini.
C’è un vero scambio tra me e lui e Rosario.
Oltre ad essere un amico, è una grande fortuna lavorare con lui.
 


Grazie alle tue abilità hai collaborato con molti artisti. Hai prodotto l’ultimo singolo di Ivan Granatino, hai lavorato alle produzioni di Raiz, Lucariello, Enzo Dong, per fare qualche nome. Hai missato “La vita giusta per me” di Coco. Tanto lavoro! Come ti confronti in studio con tutte queste personalità?
Come ho detto prima tutto è trovare l’equilibrio tra i 2 mondi, quello dell’artista e il proprio. Di solito chi viene allo studio conosce il nostro lavoro (o mio o quello di Rosario) e cerca proprio quel tipo di suono o di produzione, etc.
Non è sempre evidente e facile, non è un lavoro meccanico, devi anche misurarti con l’aspetto emotivo e la sensibilità dell’artista. Durante la lavorazione di un disco ci sono anche momenti di sconforto, di scoraggiamento e di dubbi che devi imparare a gestire.

Parlaci del progetto Indaqo. Come è nato e come pensi si possa evolvere?
Indaqo è un collettivo di artisti di RC Music. Insieme a Da Blonde, Johnny Dama e D-Ross, abbiamo scritto il brano “Boom Boom Boom”. É un progetto che mescola varie influenze tra cui la dance anni ‘90, l’italo dance, i crooner degli anni 40 e delle sonorità pop degli anni ‘60. É stato licenziato in Italia con l’etichetta Dance & Love di Gabry Ponte e nel resto del mondo con label altrettanto prestigiose (Ultra Rocords, Universal, Sony, Scorpio, etc.).
 


Per il futuro cos’hai in cantiere? Ad esempio è noto il fatto che hai prodotto un pezzo per il prossimo album dei Fuossera. Sei molto vicina al lavoro di Enzo Dong, emergente estroverso e chiacchierato, magari hai in programma un progetto con lui interamente prodotto da te. Quali sono i tuoi prossimi passi?
Enzo Dong, come Da Blonde, sono due artisti RC Music quindi come per Luchè il lavoro che svolgiamo con D-Ross va aldilà delle produzioni musicali, ma riguarda lo sviluppo dell’artista.
A breve uscirà il pezzo nuovo di Da Blonde, prodotto da me. ho in preparazione altri brani con Raiz, Lucariello e Enzo Dong.
Stiamo lavorando con Coco per il suo nuovo disco.
Dopo l’estate, farò uscire una mia produzione su YouTube, come avevo fatto per la mia versione di “Personal Jesus” dei Depeche Mode.

In una realtà spesso difficile come quella di alcune periferie di Napoli, hai mai pensato di contribuire con la tua musica e le tue abilità a dare un aiuto più diretto alla comunità? Ci viene in mente ad esempio l’organizzazione di piccoli laboratori musicali. Questo è un momento dove la musica, in particolar modo il rap sta segnando ed influenzando fortemente la città, dalle strade fino alla sua rappresentazione cinematografica.
Come RC Music siamo sempre stati vicini ai giovani talenti. Abbiamo per esempio regalato produzioni per vari contest e lavorato assieme a nomi poco conosciuti.
In generale, siamo a contatto con i giovani, lo studio è spesso pieno di ragazzi, chi fa grafica, chi fa foto, chi fa video, chi fa musica e quant’altro.

Grazie Sarah per averci permesso di conoscerti meglio. Per noi è stato un vero piacere poterti coinvolgere in questa iniziativa.
Questi sono tutti i contatti dove seguire il lavoro di Star-t-Uffo:
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Per questo appuntamento è tutto dalla rubrica Ladies First.
Carlo Jammai, Cristiana LaFresh e Stefano Stephaz vi salutano, ricordandovi che potete proporre i vostri lavori alla rubrica scrivendo una mail a: info@lacasadelrap.com digitando nell’oggetto: Ladies First.
Stay tuned and see you soon!