Forelock & Arawak "Zero" - la recensione

Oggi abbiamo ascoltato ZERO il nuovo album di Forelock & Arawak.
L’Intro  mette subito in chiaro lo spessore del lavoro fatto, anticipando con la voce di David Hinds la combo con il cantante degli Steel Pulse, la più importante dell’album, senza nulla togliere alla qualità e alla professionalità degli altri artisti  come Dennis Bovell che troviamo nella traccia numero 13 SoldiersJuba Lion nella traccia numero 3 Rasta Say No e Andrew I nella traccia 10.
Apertura in grande spolvero con la traccia numero 2 Original Style con la voce di Forelock in primo piano e dalla quale si percepisce fin da subito la potenza vocale e la capacità ritmica del singer. Il testo è calibrato bene per essere una traccia introduttiva al disco, dove Forelock si rivolge agli Youths (Giovani) della sua Yard  e ai sui Bredrins (Fratelli) e dove non dimentica di introdurre anche la band che lo accompagna gli Arawak.



3 Rasta Say No è la terza traccia nella quale viene ospitato l’artista giamaicano Juba Lion e  dove l’argomentazione è classica delle tematiche trattate nel genere mettendo in evidenza il contrasto tra Babilonia e il giusto approccio alla vita basata sui propri valori e sulla condivisione dell’amore con una propensione, in questo caso, per la Cultura Rasta.

4 Dem fi Know è il brano che ha anticipato l’uscita dell’album con un video e che si rivolge ai giovani e al rapporto con le nuove tecnologie che portano ad un’estraneazione ma si sottolinea che c’è ancora qualcuno che vuole rendersi conto di ciò che accade realmente.

5 No One Know traccia riflessiva nella quale il ritornello ripetuto come un mantra si afferma che “Nessuno sa come andare oltre ciò che sente” e sviluppare la coscienza facendo prevalere l’attenzione su cose futili. Anche questa un’ottima traccia che merita attenzione e invita alla riflessione.  Lo stile predispone il pezzo ad essere dubbato e infatti la traccia numero ∫non delute le aspettative.

7 Ravers è un po’ come la “ciliegina sulla torta” all’interno di un album Reggae ben calibrato. Il brano è una cover degli Steel Pulse del 1982 e infatti troviamo David Hinds in combination con Forelock e gli Arawak in questa Big Tune. Non era facile affrontare questo brano con dei mostri sacri come gli Steel Pulse ma il risultato all’ascolto non delude.



8 Global Backfire altro brano di denuncia dello stato in cui viviamo con il proposito di volere andare oltre i soli schemi imposti dalla società attraverso le proprie capacità e le proprie forze.

9 Be My One una Reggae Love Song “dedicata a tutte le lady” .

10 New Chapter nella quale troviamo ospite Andrew I il singer  di Gorizia (Itay), membro del collettivo Alambic Conspiracy. L’attitudine più dura delle precedenti per una traccia in stile Dubstep.

11 Mother’s Blood  brano    intimo dedicato all’amore incondizionato e ricambiato nei confronti della figura della madre, anche questa una Tune ben fatta.
 


12 A Wha We Ah Wait for brano in cui Forelock analizza un'altra indole dell’essere umano, il rimandare o aspettare piuttosto che attivarsi ed opporsi.

13 Soldiers è il brano che chiude un album di 48 minuti di ottima musica reggae contemporanea che è consapevole delle sue radici. In questa traccia troviamo l’ultimo ospite Dennis Bovell un maestro del reggae inglese.

Il disco prodotto da Paolo Baldini per l’etichetta “La Tempesta Dub” è ben calibrato e tocca al suo interno vari stili di reggae con un sound compatto e riconoscibile, riconducibile all’attitudine di uno dei produttori più in vista della scena reggae.
Il cantato di Forelock, tutto in Patois Giamaicano, rimane ben scandito e comprensibile nel significato e viene sostenuto degnamente dagli Arawak una band solida con 13 anni di esperienza alle spalle.
Zero risulta quindi un’ottima produzione Italiana che può competere a livello internazionale e che non può mancare nella collezione degli amanti del genere.

BIG UP AND RESPECT!
Nukleo