Ladies First puntata #13: Lady B.

 
L’approfondimento dedicato alle Hip Hop ladies italiane prosegue con la puntata numero 13, fuori il 17. Superstiziosi, scaramantici e diffidenti hanno spesso qualche problema con questi due numeri, ma non noi de La Casa del Rap che accogliamo questi numeri con favore!

Premesso questo, a Casa con noi oggi abbiamo deciso di invitare Isabella Anna Martiradonna, meglio nota nell’ambiente Hip Hop come Laby Barese o Lady B., rapper di Bari classe ‘78.
Nel suo percorso musicale ha all’attivo 3 album e l’ultimo, intitolato A-Live, è disponibile dal mese di maggio 2016 per Just Music Promotion.
Il suo “animo da artista” le è stato inculcato dal padre, chitarrista di modesto successo degli anni ‘60. Inizia ad ascoltare funk e soul già dalla tenera età di cinque anni grazie al fratello, appassionato di black e disco music. Scopre allo stesso tempo di avere un’altra passione: quella di scrivere, infatti ama riempire pagine di sensazioni, perché adora riviverle tutte le volte in cui le rilegge. Si avvicina concretamente al rap nel 1998. Nel 2000, dopo aver trascorso due settimane a ricopiare in biblioteca un vecchio libro di proverbi baresi, scrive il suo primo testo, “The Real Lady B.” (sulla base strumentale di “The Real SlimShady” di Eminem) ed è subito amore per lo studio del vernacolo.
Il suo primo cd autoprodotto e stampato è del novembre 2003, intitolato DETZ M.I. - Il cd di Lady B., mentre a febbraio 2010, Lady B. pubblica la sua seconda autoproduzione IN-SISTA (significato a metà strada fra il termine inglese sister, sorella e il termine dialettale barese inziste, che indica una persona che insiste, persiste nella sua missione, determinata). Ad agosto 2015 pubblica il suo terzo lavoro, un mini album di 7 tracce Amo et odi EP tutte prodotte dal beatmaker Erma (Casa Degli Specchi).
Il suo ultimo lavoro pubblicato: A-Live, è un album scritto in un periodo di scelte difficili, situazione lavorativa in bilico e legami storici sciolti con un click. Ci si rifugia nella musica per fortuna, ma la musica stessa è maltrattata, falsa, usata (male). Qui si sopravvive da tutti i fronti. A-Live è una tracklist scritta beat dopo beat, senza andare random, vivendolo al 100% passo dopo passo. È rabbia a denti stretti, è cinismo dovuto ai pochi sogni che si sognano poco ormai, è piedi ben saldi per terra, è l’invito a dare più peso ai sentimenti, a vivere tutto in carne ed ossa, piuttosto che sul web.



In questo ambiente musicale hai molta esperienza e hai vissuto tante situazioni. I tuoi racconti sono sempre ben descritti tra i versi dei tuoi pezzi. Prima di concentrarci sul tuo lavoro in musica vogliamo partire dalle nostre domande dapertura.

Dai primi 2000 ad oggi, quali sono state le esperienze che hanno arricchito il tuo background personale ed artistico, e da dove è nata la tua passione per la scrittura ed il rap?
Ciao a tutti.
L’esperienza più significativa per me resta la vittoria agli Underground Skillz durante l’evento Da Bomb nel 2004 a Roma. Ero stata chiusa fra le quattro mura baresi fino ad allora, e l’essermi confrontata con realtà diverse mi ha dato tanto, e sono ancora legata a molte persone dopo quell’evento. Girare l’Italia e conoscere ogni volta posti e gente nuova è molto stimolante. Il rap lo faccio perché per me è un canale di sfogo. Adoro scrivere, e tengo diari dall’età di 12 anni. Rileggermi e riascoltarmi mi fa capire dove sono stata e dove sto andando. In realtà da nessuna parte, ma è una cosa che devo fare altrimenti sto male.

La nascita di questa rubrica è legata al divario tra i due sessi nella pratica delle discipline dellHip Hop, e qui la domanda fondamentale: le donne sono spesso considerate non allaltezza dai colleghi uomini, così come dagli appassionati del genere, come si riesce secondo te ad emergere in questa situazione?
È una domanda che mi fanno molto spesso, ma onestamente io tutta sta diatriba non l’ho mai vista, né mai vissuta. Possiamo forse dire che le donne che mostrano tette e culi e non hanno argomentazioni valide, sono considerate non all’altezza dai colleghi uomini? Ma nemmeno la maggior parte degli uomini che oggi fanno rap sono da meno. Mi permetto di dire che probabilmente oggi come oggi la maggior parte delle persone che fanno rap non sono proprio all’altezza del rap stesso. Si è sempre parlato di rap femminile come se fosse un genere a parte, ma che cosa c’è di diverso dal rap maschile? È rap e basta. Ecco per esempio, per emergere c’è bisogno di essere sé stessi, sinceri, genuini, perché la gente è stanca dei pagliacci, ce ne sono già tanti…e guarda caso non sono di sesso femminile.

Quali sono le tue aspettative, tra passione e professione, e che obiettivi personali ti poni nel fare la tua musica?
Mi barcameno fra tasse e mutuo. Dal rap non mi sono mai aspettata niente. Ho l’attitudine di fare musica perché mi fa stare bene e mi piacerebbe che anche chi mi ascolta provasse le stesse sensazioni.
 

Procediamo con le domande dapprofondimento.

Nel 2015, con luscita dellEP Amo et odi ci raccontasti in un’intervista (vedi link in introduzione) i motivi che ti avevano riavvicinata alla necessità di fare musica dopo un periodo intenso dedicato completamente alla tua vita privata. Già in quelloccasione ci anticipasti chiaramente il progetto A-Live. Qual è stato il processo creativo che ti ha portata alla sua realizzazione e perché la sua pubblicazione è arrivata ad un anno di distanza dalle parole che ci rilasciasti in quella precedente chiacchierata?
In realtà non mi sono mai allontanata dal rap, nel frattempo ho avuto modo di collaborare con tanti amici e fare qualche pezzo per qualche compilation. Lady B. non sta mai ferma (^__^). Effettivamente la “vita dei grandi” ti porta via molte energie e non sempre si è nel mood giusto per scrivere. Proprio perché faccio musica per stare bene, ho bisogno di stare in pace con me stessa per scrivere un testo, altrimenti non mi riconoscerei e non sarei Lady B., e poi sostanzialmente se non ho nulla da dire, non la devo dire per forza, preferisco stare zitta. Ho finito di scrivere “AMO ET ODI”e ho iniziato a scrivere “A-LIVE” contemporaneamente. “AMO ET ODI” mi ha spronato a chiudere “A-LIVE” velocemente, perché ce l’avevo già in testa. Avevo qualcosa da dire che a sua volta aveva fretta di essere ascoltata. “A-LIVE” è l’urlo di una sopravvissuta, scritto di getto perché era giunto il momento di farlo, dopo una serie di vicissitudini tristi e poco stimolanti si dice basta e si reagisce, ma si sopravvive perché qui niente è facile, manco la musica, ecco perché si arranca, ci si ammacca da cadute e sgambetti (vedi la copertina) ma si è “A-LIVE”.

“300 S.B.G.”, prodotto da Keedoman, è lunico singolo estratto da A-Live accompagnato da un videoclip ufficiale. Realizzato nella straordinaria Spiaggia Cala Porto di Polignano a Mare, allinterno raccoglie tutta la forza dellHip Hop e del ruolo della donna in questo ambiente, spaziando dalla citazione cinematografica iniziale fino alle coreografie di break dance oggi sempre meno utilizzate nei videoclip, purtroppo. Parlaci di questo singolo davvero potente! 
Grazie! Già che ci sono preciso che è stato girato sia a Cala Porto che a Torre Incina a Polignano, due spiagge adorabili, che si prestavano parecchio all’ambientazione spartana che ho voluto dare al videoclip. Mi sono fatta ispirare, come si sente dall’intro del pezzo, dal film “300” di Zack Snyder: spiaggia, scogliera e mare. Sono sempre stata affascinata dalla leggenda di Leonida che combattè con pochissimi, contro migliaia di soldati inferociti guidati da Serse. Lui non si sottomette, lui combatte con quei pochi e veri combattenti e lotta duro fino alla fine. Il messaggio è proprio un invito a non cedere al mainstream, ad essere coerenti, poco importa se si è in pochi a farlo, l’importante è farlo con coscienza. Fra l’altro ho finalmente l’occasione di ringraziare ufficialmente i ballerini bravissimi della Free Family Project e della splendida coreografa Karmy Lou Lomurno che sono stati fantastici!



Il disco è molto dinamico dal punto di vista musicale, spesso le tracce sono arricchite dagli scratch di Dj Tubbi B e anche a livello di contenuti hai decisamente spaziato da un pezzo come Momo Mi Louise, dedicato al tuo animale domestico, fino a Così fa lady, un pezzo decisamente Hip Hop classic. A quale pezzo del disco resti più affezionata?
Ti ringrazio. Ormai è un impegno fisso: se non c’è Dj Tuppi B, non c’è disco di Lady B. Lui ha fatto gli scratches per tutti e tre i miei lavori, ha un gusto che hanno veramente in pochi. È difficile scegliere... ogni shkarrafone è bello a mamma soja, però non ti nascondo che spesso e volentieri mi viene voglia di ascoltare“A-LIVE PT.2” o “LA QUIETE” più degli altri pezzi. Forse perché essendo cantati mi sono dovuta applicare di più rispetto a quando scrivo rime, è stata una lavorazione più tosta e, secondo me, visti gli sforzi, me li godo di più, ma in realtà adoro tutto quello che scrivo.

All’interno di A-Live hai deciso di realizzare anche una favolosa posse track tutta al femminile. Si tratta di Io ci sto dove hai collaborato con tantissime colleghe, alcune giovani e di prospettiva come ad esempio Fleima o Cekka. Approfitto di questo assist e del tema della rubrica per chiederti chi hai coinvolto nella traccia, perché e con quale spirito avete registrato il pezzo. 
Sono molto legata a “IO CI STO”. È stata una gestazione faticosa, ma ho scelto le colleghe giuste per poter condividere uno stato d’animo e una presa di posizione rispetto all’argomento “poche donne nel rap”…ecco per esempio, 15 donne ad affermare che non è vero perché IO CI STO! Senza dimenticare che, da che ne ho memoria, in Italia non era stata ancora fatta una cosa simile e mi piacerebbe che ce ne fossero di più. In ordine di apparizione ci sono io, Fleima, Elfa, Mc Nill, Nikaleo, Cecilia Petti (degli A Tea With Alice), Cekka, LadyCatFree, Fran (dei Random Recipe, Canada), Rei, Quema, Miariam Neglia (dei Midihands), Lady Rhuna, Cumma Fra e Fab (dei Random Recipe, Canada). Sono tutte amiche/colleghe con le quali ho condiviso palchi, viaggi, rime, avventure bellissime, cene, suhi e quanto altro, nel corso degli ultimi quasi vent’anni. Ragazze che non hanno mai mostrato nemmeno l’ombelico, coerenti e soprattutto sé stesse, che nel rap non hanno bisogno di conferme o di dimostrare chissà cosa, e che come me, lo fanno e basta.



A livello di gusti musicali, ultimamente, cosa ti sta appassionando di più? Cosa ascolta Isabella nella vita di tutti i giorni? Oltre a questo, hai qualche artista nazionale o internazionale che ti piace ascoltare e da cui trai, in qualche modo, ispirazione per la tua musica?
Ho le mie parentesi pazze e da un po’ ascolto pop/rap giapponese e coreano o quanto meno quello che riesco a trovare e farmi piacere. Mi affascina la loro follia e il loro modo di fare spettacolo. In più vivo di revivals ogni giorno, ascolto quello che compensa la mia nostalgia dei vecchi tempi come i Colle o i Cor Veleno (Primo sempre nel cuore), Mos Def, Jill Scott, Talib Kweli, etc. Mi piace ascoltare il soul per trarre ispirazione per le parti vocali dei miei pezzi, visto che adoro anche cantare, ma quello che mi ispira non sono gli artisti, bensì quello che mi succede. Ci sono momenti in cui mi capita una cosa, scatta la scintilla e parte il motivetto e via con le rime.

Tornando sul tuo lavoro: obiettivi musicali per il futuro? Hai già qualche progetto in cantiere che ti piacerebbe sviluppare, avendo il giusto tempo a disposizione da dedicargli?
Ecco, bravo…maledetto poco tempo libero! Intanto mi godo ancora il mio nuovo album “A-LIVE”, ma collaborare con Erma per “AMO ETO ODI EP” mi ha ispirato l’idea di collaborare con altri beatmakers e colleghi. Mi sono confrontata con una realtà diversa dalla mia e sarebbe stimolante portare avanti questo progetto. Scelgo una tappa, cerco il beatmaker, trovo le collaborazioni, 5 pezzi e si parte con il viaggio…adoro! Mi piacerebbe riuscirci, ci proverò.

Abbiamo parlato un po di tutto e siamo giunti alla fine del nostro spazio. Grazie Isabella per aver dedicato un po del tuo tempo alla nostra rubrica. Ricordaci come possiamo seguirti sui social e dove possiamo trovare il tuo album A-Live. A presto!
Grazie a voi per la bella chiacchierata. La mia pagina artista su fb è www.facebook.com/LadyBakaLadyBarese dove potete scrivermi quando volete, mentre tutta la mia discografia, compreso “A-LIVE” è ascoltabile su spotify cercando Lady B. a.k.a. Lady Barese. Questi sono tutti i link per acquistarlo in copia fisica:
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Anche per questo appuntamento è tutto dalla rubrica Ladies First. Carlo Jammai e Cristiana LaFresh vi salutano, ricordandovi che potete proporre i vostri lavori alla rubrica scrivendo una mail a: info@lacasadelrap.com digitando nell’oggetto: Ladies First.
Stay tuned and see you soon!