Ladies First puntata #6: The Essence

Ladies First supera quota 5 e arriva all’episodio 6. Appuntamento decisamente speciale quello di oggi perché finalmente siamo riusciti ad avere come protagonista una validissima producer ed abile dj. Stiamo parlando di Rossella Spena, partenopea classe 1992, meglio conosciuta come Rossella Esse aka The Essence.
La sua passiona per la musica sboccia prestissimo. Già a 9 anni, inizia a prendere confidenza con il pianoforte e la chitarra. In età adolescenziale, si avvicina alle prime influenze musicali legate all’Hip Hop americano, ascoltando i pilastri di quel momento come Tupac, Eminem, Biggie, Nas, che sono stati i suoi veri ascendenti in quegli anni. Maturando, il suo gusto e il suo stile musicale, hanno assunto una dimensione molto più personale, figli della sua essenza, in costante evoluzione. Proprio questi sono stati gli anni delle primissime produzioni con lo pseudonimo di Vodka, fino al “blocco artistico” verso la maggiore età, che l’ha frenata nella sua passione verso il beatmaking tanto che lei stessa ha dichiarato di non pensare di riuscire più a ricominciare. Evidentemente il “blocco” è stato superato, perché il suo primo EP strumentale, intitolato “Pyramids” e pubblicato in free download per DaP Station (web label americana) nel novembre 2012, segna davvero la svolta di questa giovane e talentuosa producer, che da subito inizia a ricevere critiche positive per il suo lavoro, forse un po’ acerbo, ma certamente ricco di spunti interessanti e soprattutto con un suono personale, che gli viene riconosciuto da tutti gli addetti del settore, in modo particolare da alcuni artisti del panorama rap italiano.
Dopo varie collaborazioni con rapper campani come Kimicon Twinz e Valerio Nazo, uno di quegli artisti il cui nome è Ghemon, gli chiede una collaborazione. Il risultato di quel lavoro è il singolo “Smisurata preghiera”, pubblicato a dicembre 2012.



Sul finire del 2012 è sbocciato il percorso artistico di The Essence che, tra produzioni per artisti del panorama rap italiano, dj set personali e warm up in apertura dei principali mc italiani in giro per la penisola, prosegue nella sua maturazione artistica coltivando la sua passione al meglio.
Attualmente è pronta a pubblicare il suo nuovo progetto discografico, in uscita a breve, realizzato in collaborazione con il producer Biggie Paul (Microfili Click). Il lavoro è intitolato “Cosa rimane” e si compone di 13 tracce, comprese le strumentali, all’interno delle quali il duo Biggie Paul & The Essence hanno ospitato mc provenienti dalle loro due rispettive realtà, ovvero Milano e Napoli.
Tutte le informazioni dettagliate in merito a “Cosa Rimane” le potete trovate in chiusura di intervista.

Dopo la doverosa presentazione partiamo. Per farlo iniziamo dalle domande d’apertura.

Prima di focalizzarci sul tuo lavoro, vogliamo sapere chi è oggi The Essence? Qual è il tuo background personale, anche legato alla formazione scolastica ed artistico, e cosa ha fatto scattare questa tua passione per la musica e le produzioni?
Non sono sicuramente la stessa persona di 4-5 anni fa, né livello umano né a livello musicale. Ho vissuto tante esperienze che mi hanno portato a cambiare me stessa su molti aspetti, cercando di limitarmi sempre meno su cose che prima, probabilmente, mi avrebbero frenato. Musicalmente parlando, ho cominciato ad approfondire anche ciò che un tempo avrei “disprezzato”. I nuovi filoni musicali, anche se non li sento particolarmente miei nel campo della produzione, mi interessano molto. E mi sforzo spesso di fare cose che nessuno si aspetterebbe da me. Il background è importante, ma non bisogna assolutamente far sì che diventi un peso e blocchi la crescita artistica. Fortunatamente ho imparato a trarre insegnamenti da chiunque, e utilizzarlo per creare qualcosa di positivo. La produzione musicale è stato quasi un obbligo per me, un modo di mostrarmi per come sono davvero. La passione per la musica, inoltre, penso sia innata. Nessuno in famiglia mi ha tramandato nozioni musicali, dischi, o altro. Sono una persona molto curiosa e la musica è stato il primo campo che ho esplorato.

La nascita di questa rubrica è legata al divario tra i due sessi nella pratica delle discipline dell’Hip Hop, e qui la domanda fondamentale: le donne sono spesso considerate non all’altezza dai colleghi uomini, così come dagli appassionati del genere. Qual è il tuo pensiero in merito, sulla base delle tue esperienze?
Il divario tra i due sessi c’è e si sente, non solo nella musica, e lo sappiamo bene. Il problema del rap (per come lo vedo io) è che le donne che lo fanno, vogliono per forza fare “gli uomini” o comunque imitarli. Se guardiamo all’estero una Nicki Minaj ad esempio, è quasi più “importante” del suo uomo, scalfendo quei pregiudizi che vogliono la donna sempre dipendente dal proprio compagno, esaltando l’indipendenza femminile. Anche musicalmente ha una figura molto forte, che ammiro molto. C’è da dire che per quanto mi riguarda, non sono mai stata vittima di sessismo, quindi non posso raccontarti nessuna esperienza personale. Secondo me, il problema fondamentale è il numero. Siamo poche ad avvicinarci a discipline prettamente maschili, e dunque non possiamo fare gruppo e far sentire la nostra voce. Ultimamente, però, mi pare anche che qualcosa stia cambiando. Vedo parecchie ragazze avvicinarsi al mondo della musica, e questo può solo farmi piacere.

Quali sono le tue aspettative, tra passione e professione, e quali obiettivi personali ti poni nel portare avanti questo percorso artistico?
Nell’arco dell’ultimo anno della mia vita ho vissuto esperienze importanti a livello musicale soprattutto con i dj set. Qualche anno fa, a causa della mia timidezza e scarsa propensione ai rapporti sociali, non avrei mai pensato che avrei avuto il coraggio di mettermi dietro una consolle e suonare nei club. Invece ho visto crescere questa passione sempre di più, che spero di portare ancora avanti a livelli nazionali e magari, perché no, suonare all’estero.


Artwork by Davide Storelli

Veniamo alla sezione dedicata alle domande d’approfondimento.

Un beat di The Essence nasce dal sample? Successivamente come procedi tecnicamente per confezionare la produzione in maniera ottimale tra melodia, batterie e synth? Sulla base di questo raccontaci anche degli strumenti con cui lavori in studio, con che modalità selezioni un campione, per dare vita a questo processo creativo.
Al 99% parto dal sample. E’ la mia ispirazione. Ascolto il sample e immagino come vorrei che fosse il beat, dopo di che ci lavoro, per avvicinare l’idea alla realtà. Successivamente lavoro alle batterie, e dopo cerco di arricchire il tutto con synth e melodie. Cerco sempre di scegliere campioni poco conosciuti, vado a spulciarmi i canali con poche views. Lavoro con FL, una tastiera e le cuffie!

Non hai un partner mc di riferimento con il quale lavori principalmente. La tua è quasi un’eccezionalità in Italia. Personalmente la riteniamo una scelta di grande personalità e ti chiediamo: come mai questo tuo approccio? Quanto questa scelta è dettata dalla tua necessità di sperimentare e confrontarti con sfide diverse?
Per una personalità come la mia credo sarebbe difficile limitarmi ad avere un partner di riferimento. Mi piace e mi interessa molto vedere i vari approcci di vari mc’s sui miei beat. Fare tutto un disco con un solo rapper lo troverei estenuante, dal punto di vista artistico. Mi sento uno spirito libero anche in questo.

Veniamo così alle tue collaborazioni. Come nascono in prevalenza? Solo nel 2016 sei stata presente sui progetti di Debbit, Blue Virus, Dinamite, Kenny Ramp, Mc Nill, ultimamente hai prodotto un inedito con Dutch Nazari ad esempio. Tanto lavoro. Raccontaci qualcosa in merito a queste collaborazioni.
Diciamo che questo è metà del lavoro che conoscete! Ci sono tanti altri progetti in cantiere e beat sparsi che spero ascolterete presto. Uno che è uscito proprio l’altro ieri è il pezzo con Remmy “Come il mare d’inverno”. Con Mc Nill ci conosciamo da tempo ed è sempre un piacere collaborare, nel suo disco non potevo mancare! In uno dei due pezzi che ho prodotto c’è anche il feat. di Kiave, un’altra bella soddisfazione. Con Blue Virus, invece, a discapito del suo maschilismo nei versi (che bisogna prendere con le pinze!), ha sempre avuto parole di stima per me. Io lo seguivo da tempo, da “fan”. Quando abbiamo avuto occasione di collaborare la prima volta, ci siamo trovati così bene, che ne abbiamo confezionate un paio! Nel suo ultimo tape c’è la collaborazione tra lui e Dutch Nazari su un mio beat, e da lì Dutch mi ha contattato per ascoltare qualche altra mia produzione. Da lì è nato il pezzo “Da abbinare con un mondo grigio”.



Attualmente qual è il suono che ti ispira maggiormente e dal quale prendi spunto? Te lo chiedo anche per arrivare a parlare con te del lavoro “Cosa Rimane” che hai confezionato con Biggie Paul. Dove (Milano e/o Napoli) e come avete la vorato in studio? Su quali idee e suoni vi siete confrontati maggiormente per arrivare al risultato ottenuto?
Attualmente sto cercando di uniformare le mie produzioni ai suoni simili a quelli di PartyNextDoor, The Weeknd, Bryson Tiller. Il lavoro con Paolo è un discorso a parte, nessuno dei due ha espresso a pieno la sua arte, è stato più un mix, per vedere cosa accade quando fondi due stili molto diversi. Abbiamo lavorato separatamente, visto che produciamo su sequencer diversi era molto più logico così. Non siamo partiti da un’idea di suono, siamo partiti da bozze incomplete che non ci convincevano personalmente, e ce le siamo scambiate. Penso che un giorno vi faremo sentire il beat iniziale di “Nebbia”, partito da una mia bozza che se avessi potuto cospargere di benzina l’avrei fatto, e il risultato finale.

Il concept sonoro legato alla fusione di stili (il tuo e quello di Biggie Pual), unito a quello geografico Napoli-Milano, a cui poi gli mc coinvolti si sono adattati sulla base del vostro lavoro, lo abbiamo trovato decisamente intrigante. Come presenteresti il progetto dal tuo punto di vista? Magari parlacene iniziando dal titolo?
Volevamo dare un’identità al nostro lavoro e soprattutto a noi stessi. Dato che le correnti musicali stanno veicolando suoni molto minimali, e con poca “anima”, volevamo proporre qualcosa che cambiasse le carte in tavola, e che ricordasse agli mc’s che non c’è per forza bisogno di scrivere cose senza senso per accaparrarsi il pubblico più ignorante. Spero solo che gli ascoltatori di un certo livello apprezzino il lavoro e ci aiutino a diffonderlo. “Cosa Rimane” è proprio questo. Il senso di tutto ciò che si sta perdendo in questi anni. Ognuno può associare il titolo a qualcosa di personale, come ha fatto Pepito Rella nel testo. Noi lo associamo alla musica. Quella senza compromessi e con un profondo significato.




Tu e Biggie Paul avete già un’idea su come valorizzare “Cosa Rimane”. Parliamo di video estratti, una sua edizione fisica limitata, qualche data dove sarete assieme in giro per l’Italia con qualche ospite, etc. Cosa puoi svelarci?
Il video estratto ci sarà sicuramente, sarà proprio “Cosa Rimane”, per chiudere il cerchio. Per quanto riguarda le copie fisiche, siamo ancora indecisi. Non sappiamo come risponderà il pubblico ad un progetto del genere e preferiamo attendere ancora un po’. La particolarità del progetto è che oltre ad essere in free download, darà anche la possibilità di scaricare le instrumental. In Italia non accade quasi mai, in America prima era la prassi. Vogliamo avvicinarci a quella realtà lì di condivisione.

Recentemente sei stata protagonista dell’Holi Dance Festival di Napoli. Volevo chiederti, quali sono le emozioni che si percepiscono dal palco di un evento del genere e qual è il tuo approccio da dj in consolle? Magari dacci anche due consigli su come impostare una selecta per far infuocare un intero festival e cosa invece serve per aprire un live di un mc in Italia.
Innanzitutto devo ringraziare la mia crew e l’organizzazione decennale Flava Napoli per il lavoro svolto e per la possibilità che mi ha dato, di calcare un palco così importante con ospiti internazionali. Quando sali su un palco del genere con 8 mila persone davanti il segreto è solo uno: divertirsi! I consigli che darei per infuocare un festival sono sicuramente partire con qualche hit per andare sul sicuro, e se il pubblico è giovane farli cantare! Ho iniziato il mio set con “L’erba della giovinezza” e i ragazzi si sono scatenati



Un tuo commento sul format televisivo Top DJ, se lo segui o l’hai seguito nelle precedenti due edizioni?
L’anno scorso ho partecipato ad una puntata, perché la mia amica Dj Tess era concorrente. Funziona un po’ come in tutti i talent, ed io non sono una grande sostenitrice di questo tipo di format, ma non critico chi sceglie quella strada, perché al contrario di quanto dicono in molti, non è per nulla più semplice di rimanerne fuori. C’è molta più pressione, molta più paura e possibilità di fallire. Tanti mi hanno chiesto “Perché non provi a partecipare?”, ma per ora non mi interessa, sono più focalizzata sul migliorare. Poi in quei contesti l’immagine conta molto, ed io odio che qualcuno mi dica come devo vestirmi, cosa devo dire/fare, ecc.

Grazie Rossella per averci permesso di conoscerti meglio. Per noi è stato un vero piacere poterti coinvolgere in questa iniziativa. Prima di chiudere, lasciaci i tuoi contatti social per restare sempre aggiornati sui tuoi progetti.
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Chiudiamo, come promesso, con i dettagli del progetto “Cosa Rimane”, che coinvolge numerosi mc più o meno emergenti come Lanz Khan, Axos, Lele Blade e Dome Flame, Nazo, Geddì, Marco Eden, Ganje e la scuderia Microfili al completo (Nerone, MRB, Remmy, Pepito Rella) e solide realtà del calibro di Jack The Smoker e Francesco Paura.
Artwork a cura di Blvckralph.
Free download prossimamente da www.timestretchmusic.com





Anche oggi è tutto per la rubrica Ladies First. Carlo Jammai e Cristiana LaFresh vi salutano, ricordandovi che potete proporre i vostri lavori alla rubrica scrivendo una mail a: info@lacasadelrap.com digitando nell’oggetto: Ladies First.
Stay tuned and see you soon!

 
Dogg
Ritratto di Dogg
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