Cima: non mi faccio pilotare! L'intervista

 
Si intitola “Bilancia” ed è il nuovo album di Cima, lavoro pubblicato lo scorso 5 settembre in digitale e in copia fisica per Honiro Label. Il disco è composto da 13 tracce, in cui la sua poetica si miscela alle nuove sonorità che Nicholas sta intraprendendo, cercando di approcciarsi con sensibilità diversa tra le varie tematiche, gli sfoghi, le speranze fino all’introspezione. Le canzoni ci mostrano una netta maturazione, i testi conducono diretti all’immaginario che l’artista sembra aver disegnato e sono velati da quella malinconica che ha lo ha sempre contraddistinto.
All’interno del disco troviamo le collaborazioni di Giame e di Lazza, mentre alle macchine si alternano: Yazee; Bellitto; Gargioni; Daolio & Magni ovvero il quartetto che ha realizzato il tappeto musicale di “Mi ripenserai”; Biggie Paul; Dead Lock; Andrea “Blanco” Gargioni; Alecoma; Domix e Sek, quest’ultimo ha firmato ben 5 produzioni.
 

Partirei da qualche curiosità in merito al titolo: “Bilancia”. Questo è il tuo primo disco ufficiale, quanto hanno “pesato” le esperienze e il lavoro fatto fin qui all’interno delle storie che hai raccontato nelle 13 tracce che compongono il progetto?
Ciao a tutti. Beh sicuramente le esperienze fatte fino a qui sono state importantissime e uniche. La mia mano sul foglio, durante la scrittura, era proprio Mossa da queste esperienze. Il nome Bilancia è stato scelto perché il disco mette in evidenza la mia continua ricerca di equilibrio tra ciò che mi ha fatto bene, e quello che mi ha fatto male. Essendo poi molto confidenziale, motivo per il quale chiunque ascolti questo disco possa dire di conoscermi, ho scelto questo titolo perché è anche il mio segno zodiacale. Quindi esprime quella che è la mia personalità al meglio.
 
Hai scelto di presentarti al pubblico con due singoli dal respiro pop. Sono “Mi ripenserai” e “Cosa mi succede”. Come mai una scelta così mirata, nonostante il disco abbia anche altri suoni, sia a livello stilistico che di forma? Devo dire che questi due singoli li ho trovati in controtendenza con quanto hai espresso in apertura nella traccia “Non vi ascolto più”. Ti va di spiegare meglio questo aspetto.
Credo che oltre a essere 2 brani diversi, siano anche molto forti. Sono stili musicali che mi piacciono molto e volevo rendere bene l'idea che se voglio fare una cosa la faccio. Non voglio rimanere limitato in un genere perché ho iniziato con quello. So fare anche altro, perché nasconderlo?
In controtendenza con “Non vi ascolto più”? Sei serio? È assolutamente coerente!
In quella canzone dico: “Da oggi in poi non vi ascolto più e faccio il cazzo che voglio, faccio quello che mi fa stare bene, remando contro l’industria discografica e ne tanto meno mi faccio pilotare!”.
Quindi o credi che per fare questi pezzi io sia stato pilotato, cosa davvero improbabile nella mia situazione, o forse non hai seguito il mio percorso dall’inizio. Altrimenti capiresti del perché io me ne sia uscito con 2 brani così.
 
Proprio quella è la frase a cui mi riferivo. Senza nessuna polemica, non intendevo dire che il lavoro, comunque indipendente, sia stato pilotato da qualcuno o qualcosa, ma piuttosto volevo evidenziare il fatto che i brani del disco, ad eccezione del pezzo "intro", non sono così lontani o in conflitto rispetto al contesto dell'industria discografica italiana.
In merito a questo, volevo sapere se nella tua testa, anche in fase di lavorazione ai pezzi, hai individuato un target di pubblico che ritieni più vicino al tuo modo di esprimerti in musica.
No. In ogni caso il pubblico del rap in generale, anche del rapper più cazzuto del momento, se vende cd, è perché glielo stanno comprando ragazzini e ragazzine brufolosi. Che vi piaccia o meno cari rappers è così. È la dura verità. Anche se ho riscontrato che i ragazzi più o meno della mia età sono decisamente sulla mia stessa lunghezza d’onda. Di conseguenza capiscono meglio quello che dico e perché lo dico.
 
Collaborazioni al microfono ridotte la minimo. Presenti due rapper come Giaime e Lazza, due ragazzi con un’identità molto forte. Con Giaime avete confezionato un pezzo morbido, con Lazza qualcosa di più rock. Cosa avete voluto far emergere nei rispettivi pezzi?
Abbiamo voluto far emergere la personalità di ognuno di noi. Nessuno si è adattato, si è rappresentato quello che in quel momento si aveva dentro. Ho deciso di chiamare solo loro perché oltre a essere artisti che stimo sono grandi amici. Poi è il mio primo disco, volevo focalizzare l’attenzione su di me e far vedere cosa so fare. Con Giaime e Lazza poi era in ballo da tantissimo tempo fare qualcosa assieme. Sono molto contento quindi che sia successo nel mio primo disco.
 

 
Nell’album hai coinvolto molti producer, con produzioni che spaziano tra l’Hip Hop, il soul e il pop. In che modo ti sei confrontato con loro in studio per la costruzione dei brani? Questo è un processo creativo sempre delicato.
Bella domanda. Molte volte cerco di spiegare che atmosfera vorrei avere, oppure do una linea melodica (vocale) per il ritornello, altre volte invece do dei beat di riferimento dicendo cosa cambierei. In egual modo però, mi piace e credo sia giusto dare carta bianca al producer in questione, mettendolo a conoscenza se già non lo fosse, di quello che piace a me.
In ogni caso, come hai detto tu, all’interno del disco si possono trovare molte produzioni diverse tra loro, appunto per non voler marchiare questo senso di appartenenza legato solo a un genere. La musica non è una. Ci sono mille modi per farla.
 
“Ancora in piedi” è il pezzo che più mi ha colpito, primo perché è molto intimo, parli del tuo io sotto diversi punti di vista, una sorta di autoanalisi. Secondo, credo che musicalmente mi abbia rimandato al noto singolo “Mary” dei Gemelli DiVersi. Approfitto per chiederti come è nata la produzione di Domix, nome che ultimamente sta spuntando su diversi singoli.
Domix l’ho conosciuto in studio, tra l’altro mentre stava lavorando a un beat. L’ho subito visto lavorare insomma! Molti amici/”colleghi” mi hanno parlato bene di lui.
Quando l’ho conosciuto lui era abbastanza gasato con quello che avevo fatto fino a lì, allora, tra una chiacchiera e l’altra abbiamo deciso di collaborare. Sono contento questo pezzo ti sia piaciuto in particolare, sto notando che anche il pubblico si è già affezionato a quel brano.
Mi rincuora se penso che stava per essere scartato laugh nel brano c’è una citazione della canzone in questione da te citata, volevo proprio dare quell’immagine a chi, come me, è cresciuto in quel periodo musicale, a quanto pare su di te ha fatto effetto smiley
 
Nell’ascolto dell’album, scorrendo la tracklist, non ci si può che soffermare sul tuo cantato e sull’accompagnamento della chitarra acustica. Volevo chiederti qual è la tua formazione canora e a che punto ritieni di essere sotto questo aspetto.
La mia formazione canora non è scolastica, io prendo la chitarra suono due note e canto. Paradossalmente è così che sono nati pezzi come “Musica” e “Cosa mi succede”. Credo assolutamente che io non sia perfetto, ma a me piace dire le cose come stanno, perché non dovrei dirle anche in maniera diversa per enfatizzarle ancora di più?
Ovviamente non ho la tecnica di un cantante, non ho mai preso lezione di canto, e di conseguenza si sente quello sporco nella mia voce, quando cerco di fare qualcosa di troppo tecnico. Credo che quella “sporcizia” indichi proprio la realtà di un cantante, l’essere vero. Quando sento uno che canta in maniera perfetta è sicuramente bravissimo, ma non mi farà mai emozionare come chi a quel filo di realtà anche nella voce, che si sa emozionare anche mentre canta.
 

Facendo un passo indietro rispetto al disco, con quali obiettivi hai iniziato a lavorare con Honiro Label? Una realtà che in questi anni è riuscita a lanciare diversi fenomeni musicali di successo popolare. Come si è evoluto questo tuo percorso con loro, nel tempo?
È un percorso di continua crescita sia interiore che professionale. Nella mia carriera ho ottenuto vittorie e sconfitte e il team di Honiro mi ha sempre insegnato a gestire entrambe le cose. Ovviamente gli obbiettivi iniziali quando entri in un etichetta (nonostante prima non fosse così popoular) sono quelli di riuscire ad arrivare a più persone, ora che hai la possibilità di farlo. Una cosa che mi piace pensare è che coloro che ascoltano le mie canzoni, una volta finito il CD o di ascoltare qualunque cosa di mio, siano felici per quello che gli ho lasciato.

Non posso non chiederti che rapporto hai con i social network? Quali utilizzi di più? Ti piace e ritieni utile interagire? Te lo chiedo così puoi ricordare ai nostri lettori dove possono seguirti, soprattutto se hai in programma instore/live.
La risposta è no. Non mi piacciono i social network, ma se vuoi che sempre più gente segua la tua musica devi usarli! Sacrifico per la mia musica i miei gusti personali e vi dico che su Twitter e su Instagram sono CimaOfficial e sulla pagina Facebook wink
Ovviamente quelli che uso di più sono Instagram e Facebook gli unici che mi piacciono, perché grazie a quest’ultimo posso essere sempre vicino ai miei fans, che non dimentichiamoci mai... sono i miei campioni.
Per quanto riguarda gli instore, domenica 13 novembre sono con gli altri artisti dell’etichetta all’Honiro Label Party a Perugia, trovate tutte le info qui.
 
Il nostro spazio assieme termina qui. Grazie Cima per la tua disponibilità. Per chiudere ti chiedo dove è possibile acquistare “Bilancia” e in che modalità i fan lo possono trovare.
Grazie a voi laugh.
“Bilancia” è acquistabile in copia fisica e special pack ( CD “Bilancia” +  maglietta + CD “La Dura Verità EP” + spilletta cima ) su honiro.bigcartel.com
Mentre a livello digitale lo trovate su qualunque store, compreso Spotify!
Ciao a tutti campioni!
 

 
Carlo Jammai Piantoni

 
Dogg
Ritratto di Dogg
Bella intervista