Andre$: "Young Pinkman". Leggi l'intervista

"Young Pinkman" di Andre$ è un mixtape che suona come un progetto ufficiale. Non è il solito progetto per promuovere l'essere capaci a fare punchline, quelle punchline che ci fanno gridare "blow" al primo ascolto, ma che rimangono nelle nostre orecchie giusto per 10 minuti. "Young Pinkman" è un mixtape che rimane, sia per l'ottima scelta delle strumentali, sia per le mix skills di Andre$, un nome che vi consiglio di appuntare sul vostro personale block notes. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con l'artista per saperne di più sul lavoro, che vi consiglio sin da ora di scaricare cliccando QUI.

Ciao Andre$, benvenuto ne La Casa Del Rap. Domanda di rito: chi è Andre$ e come approccia con la musica rap? Presentati per chi non dovesse conoscerti.
Ciao a tutti e grazie mille innanzitutto: è un onore per me essere intervistato da voi! Andre$ prima di tutto è Andrea, un ragazzo come tanti che si è avvicinato al rap alle superiori grazie al consiglio di un amico; lui mi fece ascoltare il disco di Bassi Maestro “Rapper Italiano”, del quale ricordo ancora a memoria tutte le rime. Prima di quel giorno ascoltavo veramente tutt’altro, ma da allora non ho mai piu smesso: i beat, le rime, sta roba ti dava la possibilità di dire tutto ciò che volevi, ciò che provavi! Per me fu amore al primo ascolto e quel giorno mi si aprì un mondo del quale non conoscevo nulla, ma che già sentivo come mio. Da allora sono andato a cercarmi le uscite precedenti, ho iniziato ad ascoltare la roba che arrivava da Oltreoceano: diciamo che ho accantonato un po’ gli altri generi e mi sono ammalato di rap, ma va benissimo cosi. È una malattia meravigliosa! Successivamente, intorno al 2010, dopo aver ascoltato moltissimo gli altri e aver fatto le prime rime per diletto, ho iniziato a scrivere i miei primi veri testi ed a registrare le mie prime idee in uno scantinato, come quasi tutti, senza budget e senza conoscere nessuno in particolare, ma con tantissima voglia di fare. Partire da Cuneo, la mia città, non è stato facile perché qua gli spazi per suonare sono veramente pochi. Anni fa non c'era nemmeno una vera e propria scena in zona, erano in pochissimi a farlo e infatti il mio primo disco su basi inedite l'ho registrato interamente a Torino, facendomi un “mazzo quadrato” per far quadrare i pochi soldi che c’erano! Ma da li in poi è stato un crescendo di esperienze, che mi hanno permesso di essere e diventare ciò che volevo quando ho iniziato, anche se sono ben consapevole che la strada da fare per raggiungere la piena maturità artistica è ancora lunga e piena di sacrifici che si fanno molto volentieri!

Domanda generale su Young Pinkman, così da far capire ai nostri lettori di cosa stiamo parlando. Complimenti: il mixtape è davvero figo. Ma come nasce? Come hai scelto i featuring? C’è un concept particolare all’interno del progetto?
Grazie, mi fa veramente piacere che gente competente e autorevole come te/voi abbiano apprezzato cosi il mio lavoro! Diciamo che nasce quasi per gioco, senza nessun concept particolare se non la voglia di provare a fare cose che non avevo ancora fatto, direi inedite: ritornelli molto cantati, pezzi con molta melodia. Volevo fare un po' di esperimenti, mettermi un po' alla prova! All'inizio non voleva essere un progetto molto impegnativo: avevo appena finito l'album ufficiale “Capo di me stesso” e un EP con la Cobrafam “TO Apocalyse” e avevo voglia di mettermi al lavoro su qualcosa di pìù easy, anche se poi in realtà l'ho gestito sin da subito come un disco vero e proprio. Se ascoltavo un pezzo (in genere americano o francese) che mi gasava, magari con un ritornellone super, provavo a farci la mia versione e se ciò che usciva mi piaceva correvo a scaricare la strumentale e completavo il pezzo. E' nato veramente cosi, in camera mia con il massimo della naturalezza! In seconda battuta sono arrivati i featuring che hanno arricchito il progetto. Ho cercato di coinvolgere gente con la quale non avevo mai collaborato in precedenza, Tyrelli e B-Dogg, con i quali ho comunque a che fare ogni volta che vado in studio a registrare. B è un ragazzo che fa parte della mia stessa label e del quale sono convinto che sentirete parlare presto! Tyrelli, che non ha bisogno di presentazioni, qualche mese fa ha trasferito il suo studio nel Cobratempio Studio: con lui c'è un ottimo rapporto, mi ha dato tanti consigli preziosi e sono veramente contento di cosa è uscito dalla nostra collaborazione. Gli altri featuring presenti nel disco sono i miei fratelli del Cobratempio, con i quali, oltre a collaborare da anni sia come Cobrafam che Black Flow Records (sono loro che si sono occupati delle registrazioni, mix e master del tape) si è instaurata anche una bellissima amicizia extra musicale. Ultima ma non ultima, Jenny, la mia ragazza, che ho coinvolto perché ero alla ricerca di una voce femminile ed ero al corrente delle sue abilità canore! All'inizio era un po' titubante ma poi si è convinta e anche lei è contenta di ciò che abbiamo realizzato!



In un periodo storico in cui la musica è sempre più usa e getta, a discapito di alcuni progetti che meriterebbero di rimanere negli anni, hai deciso di tirar fuori un mixtape davvero ben curato. Si sente dal primo ascolto che “Young Pinkman” non è il solito tape, fatto di pezzi “I just wanna rap”, ma che presenta dei testi personali e introspettivi. Domanda provocatoria: ma non era meglio tirar fuori un progetto ufficiale?
È vero, in parte ho già risposto prima, ma hai ragione, forse ascoltandolo oggi finito penso che avrei anche potuto farlo diventare un progetto ufficiale. All'inizio ti assicuro che non era quella l'intenzione, doveva essere una cosa veloce, poi man mano che registravo i pezzi pensavo "Cazzo, sto pezzo è veramente figo" (nonostante io sia paranoico e molto autocritico ahah). Siccome non mi va di lasciare le cose a metà o incomplete, ho deciso di trattarlo e curarlo come si fa con un disco vero e proprio. E come ogni disco che si rispetti, non possono mancare i pezzi introspettivi e personali. Nonostante a me piaccia molto il genere di pezzi “ultra punchline”, penso che ogni artista debba mettersi un po' a nudo, raccontare a chi ascolta ciò che prova e ciò che sta vivendo. Ho sempre fatto pezzi del genere, cosi come gli storytelling, che continuerò a fare anche nei progetti futuri perché alla fine non si vive di sole zarrate e mi fa molto piacere che l'ascoltatore riconosca il fatto che è un prodotto completo e curato! Ci abbiamo messo l'anima nel vero senso della parola! È in free download anche su Datpiff.com, ma se fosse stato un progetto ufficiale non lo avrebbe caricato. Quindi alla fine non è andata male!

Le potenzialità di “Young Pinkman” sono davvero altissime e dopo i primi 2 ascolti si riescono a trovare mille spunti. Ci saranno singoli o video estratti dal progetto?
Assolutamente si! Siccome il risultato finale ha soddisfatto molto sia me sia Dok, Noire e Geidi della Black Flow Records, abbiamo deciso di spremerlo abbastanza questo progetto! Usciranno sicuramente altri video, in particolare dei pezzi che reputiamo più forti. In realtà siamo già al lavoro e sicuramente voi de La Casa Del Rap sarete i primi a saperlo. Oggi come oggi, il veicolo migliore per arrivare a tutti è il video, difatti quello di “Come Piace A Me” ha avuto ottimi riscontri.



Guardando al futuro: cosa stai preparando? Sei già al lavoro sul tuo disco ufficiale? Puoi già anticiparci qualcosa?
Attualmente sono più concentrato sulla promozione di questo lavoro, soprattutto per quanto riguarda i live. Cantare dal vivo mi piace da matti e penso che per un artista non ci sia niente di più bello e appagante; portare sul palco la propria musica e vedere la gente entusiasta non ha prezzo. Al di la di ciò che riguarda il web, dove tutti possono fare i fenomeni (passatemi il termine e non è una critica), il live serve per far capire a tutti chi sei e soprattutto serve all'artista stesso per capire se la sua roba è davvero valida. Mi spiego meglio: puoi avere i video più belli del mondo, le foto più spettacolari, il logo migliore, ma se non sai stare sul palco o se la gente ai tuoi live non risponde, vuol dire che la roba non è potente come credevi o come volevi far credere! Sto facendo tanti live per questo, sia solo che in compagnia del team Rockinheadz (che, oltre a me, annovera altri due rapper di Cuneo, Big e July B) in modo da portare in giro il tape e farlo arrivare a più gente possibile. Ma a tutti quelli che mi ascoltano da sempre e a quelli che mi hanno appena conosciuto e apprezzato grazie a “Young Pinkman”, dico di stare tranquilli: bolle un sacco di roba in pentola e non ho certo intenzione di fermarmi adesso. Sto già raccogliendo le produzioni per i prossimi progetti, ci sono tantissime figate all’orizzonte! Perciò, beatmakers fatevi avanti: sono super operativo!

Influenze. Per i lettori che non avessero visto la serie tv “Breaking Bad”, il titolo del mixtape è ispirato al co-protagonista Jesse Pinkman. I TV shows ormai scandiscono le nostre vite, ma quali altre influenze ha assorbito la tua musica?
“Breaking Bad” non mi ha influenzato, mi ha rovinato la vita! Scherzi a parte, mi ha segnato davvero: uno dei primi pezzi che ho scritto e registrato del tape è stato “Pinkman”. Nel testo mi metto letteralmente nei suoi panni, faccio un sacco di paragoni tra la mia vita e la sua per quanto riguarda l'aspetto emotivo. Jesse è un personaggio molto spavaldo all'inizio ma, mano a mano che la serie va avanti, le sue fragilità vengono a galla. Il titolo del disco l'ho deciso subito dopo perché mi rappresenta e inoltre rappresenta bene il lavoro che ho fatto: come dicevamo prima, ci sono i pezzi spacconi e pezzi introspettivi, ultra personali, proprio come Jesse! Da qui anche la scelta di realizzare la cover con metà volto suo e metà mio: c’è da dire che B-Dogg (il nostro grafico) ha fatto un bel lavoro!
L’ispirazione mi viene da tutto ciò che vedo, sento, dalla quotidianità: il blocco note del mio cellulare è sempre aperto. Ogni occasione può darmi lo spunto per una rima o per un testo. Oltre alle serie TV, guardo anche tantissimi film, diciamo però che la fonte di ispirazione maggiore sono le esperienze di tutti i giorni!
Per quanto riguarda le influenze musicali, ultimamente anche io mi sono fatto trascinare tantissimo dal filone francese: un paio d'anni fa ho iniziato ad ascoltare Booba e ora sono un mega fan di gente come Kaaris e SCH, senza mai perdere di vista ciò che arriva dagli USA. Sono cresciuto con i Club Dogo e il mio rapper preferito in Italia è, da sempre, Guè Pequeno: credo che l’influenza si senta! Non mi sto paragonando a lui, per carità, ma lui ha sempre fatto molte citazioni a libri o a film, metafore, similitudini, e questa cosa mi ha sempre affascinato e influenzato molto. Ho sempre cercato anche io di fare rime che lasciassero un immagine dietro di loro.

Com’è nata la collaborazione con la Black Flow Records, l’etichetta che ha prodotto il tuo mixtape?
In maniera molto easy. Era la fine del 2011 e Big mi fece conoscere i ragazzi del Cobratempio, Noire e Dok, ai quali si è aggiunto successivamente Geidi. Siamo entrati subito in sintonia, sia per quanto riguarda la musica sia per il resto! Nel loro Cobratempio Studio di Torino ho interamente registrato il mio primo disco ufficiale “Capo di Me Stesso”. Sono con loro da 5 anni. Dopo la fondazione della loro label Black Flow Records hanno deciso di puntare su di me e sulla mia musica perché, oltre a piacergli la roba che faccio, ci sono un sacco di affinità, sia a livello artistico che umano. Essendo più grandi e con più esperienza nella scena e nella vita, non si fanno nessun problema a dirmi quando una cosa non va bene. È molto importante per me perché mi ha permesso di crescere molto sia come artista che come uomo, e per questo li ringrazio molto!



Ed eccoci arrivati alla domanda da un milione di dollari. Ti chiedo cosa pensi della situazione della black music in Italia, oggi che accanto al rap si sta sviluppando una bella scena trap. Come la vede uno dei nomi nuovi della scena?
Guarda, in tutta sincerità penso che oggi il rap sia arrivato dove tutti noi, che lo ascoltiamo da anni, abbiamo sempre sognato arrivasse. Mi ricordo che anni fa ascoltavo giorno e notte i Club Dogo e le battute della gente si sprecavano, cosi come andavano per la maggiore il gesto delle corna e gli “yo yo” di scherno se dicevi di fare rap. Ora è tutto diverso: il rap fa i numeri del pop, se non di più, e chi ieri ti prendeva per il culo, oggi magari viene pure alle serate, e ci trova più ragazze che nei posti “pettinati”. Le ospitate dei rapper più famosi nelle trasmissioni televisive di punta non si contano più e questo per me è un bene, perché tra 1000 persone a cui arriva un determinato artista o un determinato sound, magari 100 si appassionano davvero e non si limitano a seguire solo il mainstream, ma vanno a scavare nel passato e si pompano i grandi classici. La roba arriva a tutti: prima tutto questo non era possibile! E poi di quei 100 magari 1 ascolta il mio disco. Mi ricordo ancora che per avere “Penna Capitale” avevo dovuto farlo ordinare dal negozio di dischi perché a Cuneo non c'era! Per quanto riguarda la scena Trap a me gasa eccome! Come ti dicevo prima sono un fan della roba francese e della scena di Chicago, Atlanta, eccetera. Ben venga che ci sia gente che sappia farlo anche qua e che porti un po’ di novità. Capisco che a qualcuno possa non piacere, ma secondo me è solo questione di tempo. Per tornare alla black music in Italia, ci sono un sacco di ragazzi che spaccano sul serio vedi Vegas Jones che secondo me è fortissimo, Sfera, Izi, Ghali, Tedua e altri a cui manca ormai pochissimo per fare il salto di qualità definitivo e arrivare su. Inoltre ho avuto la fortuna e il piacere di conoscere qualcuno di loro dal vivo e sono anche ottime persone, umili ma con le idee molto chiare. Quindi, massimo supporto.

Siamo giunti alla fine dell’intervista. Prima di salutarci, ricordaci i tuoi contatti per essere aggiornati con le ultime news che ti riguardano e come reperire “Young Pinkman”.
Innanzitutto grazie ancora per lo spazio: è stato un piacere fare due chiacchere con te e ti ringrazio davvero tanto per le belle parole. Per restare sempre aggiornati, per avere sempre news fresche basta cliccare www.facebook.com/andresofficialpage e sulla pagina ufficiale della label www.facebook.com/blackflowrecords. Per scaricare gratis “Young Pinkman” basta andare sul sito www.blackflowrecords.com. Se preferite lo trovate sul sito www.datpiff.com e se siete cosi aficionados da volerlo in copia fisica, basta scrivermi sulla pagina ufficiale Facebook oppure venire ai live. Vi aspetto in tanti! Grazie ancora e a presto!
 
Intervista di Sandro Outwo Torres
(Twitter: @OutwoSandro)
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