Report: Method Man & Redman live in London

Dopo un convulso succedersi di casualità, a lavoro hanno deciso di spedirmi a Londra per una settimana intera che si è rivelata piuttosto intensa. Tanto vale godersi il venerdì sera. Il menù offre, “straight from the slums of Shaolin”, Method Man e Redman dalla “brick city”. Quelli che mi mancavano, quelli che non si possono perdere. Perché molti rapper del loro livello hanno già raggiunto il cielo, mentre altri si tengono a distanza dall’Italia. Lo scenario dell’occasione da non perdere è l’O2 Forum Kentish Town, uno spazio concerti con le fattezze di un teatro. Sotto la platea, sopra la balconata, davanti un palco con tanto di tendone (che è sempre rimasto aperto) e di cornice tutta intorno. In platea non ci è voluto molto per formare una folla compatta, nella zona superiore, invece, c’erano poche file e tanto spazio. L’apertura è stata affidata ai Rocks FOE e a Ocean Wisdom, gruppi inglesi strettamente legati al grime, e come si usa fare nel Regno sputano un flow pestato e molto fitto, infarcito di extrabeat. La differenza tra i primi e i secondi l’ha fatta la personalità. I Rocks FOE si sono limitati a un compitino, coinvolgendo poco il pubblico che ha risposto con freddezza, Ocean Wisdom ci ha messo più energia, scaldando l’atmosfera che poi è stata rifinita da Dj 279, il cui set è stato improntato sui grandi classici dei ’90.



Pronto il pubblico, in una città dove alle 4 del pomeriggio i tavoli dei pub sono già pieni e i primi barili già vuoti, ecco gli attori. Method Man e Redman si prendono la scena e iniziano già a scandire chiaramente, nonostante un setting audio discutibile, l’atmosfera che vogliono creare. Ho provato a immortalare quel momento con una foto, ma quando ho alzato il telefono mi sono trovato davanti un muro di smartphone. Quello che ha pensato Method davanti a quella scena ce l’ha detto lo stesso rapper: “Chi si sente un cameraman se ne vada infondo alla sala e lasci il posto qua davanti a chi si vuole divertire per davvero”. Questa è la vecchia scuola, lo swag e lo spirito di Instagram abitano in un altro quartiere. E per confermare l’appartenenza alla old school, dopo questo discorso Redman ha attaccato “Time 4 Sum Aksion” e Method ha continuato con “Method Man”.



Quel momento è stato il click del concerto, l’attimo in cui da muovere su e giù la testa si è passati a saltare uno sopra l’altro, tra docce di birra e ubriachi che cadevano e si rialzavano con la maglia di colore diverso. La discografia dei due è piuttosto fornita di successi, e così tra un “How High” e un “Fall Out”, tra l’attacco di “Cisco Kid”, “Blackout” e “Da Rockwilder”, i due si sono divisi equamente il palco. Ma prima di dividere con StreetLife (ospite speciale) “Wu-Tang Clan Ain't Nuthing Ta F' Wit” e della cover di “Rapper’s Delight” c’è stato il tempo di lasciare a Method il palco per “Bring Da Pain”, pezzo che speravo fortissimo di sentire dal vivo. Prima o poi. Al centro della performance, spazio ai dj. Dj Dice e Dj Scratch fanno cantare le puntine: uno usa i gomiti, dà la schiena ai piatti, gira su se stesso, l’altro addirittura si mette la maglietta in faccia e scratcha senza guardare. Lo spettacolo dei due rapper non si è fermato ai pezzi e all’attitudine con cui li hanno interpretati (che potenza e che entusiasmo, anche dopo 25 anni di palchi), ma hanno anche preso parte a scenette e balletti coordinati davvero divertenti.





L’entusiasmo di cui parlavo è stato particolarmente contagioso, anche su soggetti non troppo abituati a questo tipo di concerti. Si, perché è facile farsi prendere se conosci tutti i pezzi, ma un concerto ben riuscito deve coinvolgere anche chi non ne conosce nessuno. Il parere più pesante su questo argomento, allora, lo lascio alla mia amica/collega che ho obbligato ad accompagnarmi. Alla fine del live si è girata e ha detto: “Madonna che bomba!”. Non sarà un commento troppo tecnico, ma sopra al palco sono inappuntabili, precisi, divertenti, cattivi, pesanti e leggeri. Insomma fanno quello che gli pare e lo fanno perfettamente. A impressionare è stata la delivery, l’energia che è arrivata al pubblico. E ha impressionato tutti, fan e nuovi ascoltatori. Attenti alle date comunque, potrebbero passare anche in Italia nei prossimi mesi.


 
Tutte le foto sono di Bianca De Liguoro