Pharoahe Monch @ Bologna: il report

Forse tra i migliori ad aver mai toccato il microfono, Pharoahe Monch, accompagnato da Dj Boogie Blind (X-Ecutioners), con tanto di band (la Ezra Collective, gruppo londinese) sono passato a trovarci a Bologna, al TPO, è il 18 marzo.



Andiamo con ordine, dopo un po' di ritardo sulla tabella di marcia, Dj Trix sale sul palco ad allietare il pubblico con un po' di buona musica, preparando il palco per i Colle der Fomento: un gruppo che non ha bisogno di presentazioni. Dopo un cambio di postazione, Dj Baro omaggia Bologna, facendo del sempre ottimo jugglin su pezzi storici di Lugi, Neffa, Inoki e Cassano.



Dopo qualche minuto salgono Danno e Masito, aprendo le danze con "Benzina sul fuoco" per quella che è stata un'ora di show veramente intensa. Brani come "Pioggia sempre", "La fenice", "Firewire", si accompagnano a classici come "Ghetto chic", "Sergio Leone" (tra i brani più recenti della scaletta) e "Ciao ciao", il risultato è uno show di alto livello, come quello a cui siamo sempre stati abituati dal gruppo romano, capace di entusiasmare il pubblico, lasciandolo pronto alla prossima esibizione.



Finalmente salgono sul palco gli ospiti internazionali dando proprio ciò per cui ognuno degli spettatori era presente: musica rap senza filtri, piena d'energia. Energia che, infatti, ha preso a schiaffi gli ascoltatori durante brani come "Bad Motherfucker". Oltre al rap più crudo, però, troviamo momenti in cui l'artista vuole ricordarci che, almeno in America, dietro questa cosa chiamata rap, c'è ancora una cultura più forte che mai e che ha un chiaro significato politico: il rapper newyorkése ha infatti colto l'occasione per ricordarci della violenza sui neri da parte della polizia e per metterci in guardia da Donald Trump, tra i più quotati dell'ala repubblicana americana.



Questa stessa cultura, poi, ha avuti veri e propri mostri sacri, omaggiati durante la serata: Mos Def, Aretha Franklin e su tutti le batterie inconfondibili di Jay Dee, unite a quel suo sound unico, che mi hanno, letteralmente, mandato in trance. Proprio in questo momento c'è il cambio d'abito di Pharoahe (che ha portato alla parte più hardcore della serata che si è aperta con Broken Again ed un cantato eccezionale dell'MC), momento di cui Boogie Blind approfitta, mostrandoci cosa significa essere un dj, con dei trick d'eccezione. Uno show in cui non sono mancati gli errori (errori che, secondo Pharoahe han fatto questa cultura grande, come ha avuto modo di raccontare durante la serata) ma che non per questo era privo di energia e di buona musica, cosa più che confermata dall'ultimo pezzo della serata prima dell'encore: Simon says.
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Report a cura di Raffaele Lauretti
Foto a cura di Dilletta Caimmi