Ladies First puntata #7: Comagatte

 
Bentornati a Ladies First per l’episodio 7.
L’ospite per questa occasione è Comagatte, all’anagrafe Serena Maria S., classe 1992 nata nella piccola città di Molfetta (BA). Dall’età di 10 anni inizia ad appassionarsi alla musica grazie a suo padre, musicista. Durante la sua crescita si avvicina sempre di più alla cultura Hip Hop finchè, nel 2008, inizia a scrivere e ad improvvisare.
Nel frattempo partecipa a contest e jam, per poi arrivare a condividere il palco con artisti del panorama Hip Hop nazionale, aprendo gli show ad icone del calibro di Ice One, Assalti Frontali, Zulu, Speaker Cenzou, Inoki Ness, Dargen D’amico, Ntò, Noyz Narcos, Bassi Maestro, Kaos One e Danno, tra gli altri.
Il suo stile al microfono la rende unica al 100%. Ama definire il suo “Comic Rap”, perché la sua attitudine la porta ad intrattenere il pubblico con le rime, facendo il pieno di ironia. Una curiosità da conoscere è legata al suo alias, infatti Comagatte deriva dal fatto che sua nonna le raccontava sempre la storiella della Comare Gatta, indipendente lavoratrice che si sposa con un topino, ma un giorno, al suo ritorno dal lavoro, lo ritrova morto e ne approfitta per mangiarlo. Ottimo esempio! Il suo nome è caldo come il sole e ne ricorda la semplice attitudine di ogni Comare del sud.
Nel 2014 ha l’occasione di rappresentare la sua terra al Femcees Festival in Francia. Quest’anno il suo ritorno in Francia, precisamente a Parigi, segna l’entrata nel crew parigino più importante: Holdup Team, condividendo il palco con artiste europee al Festival of Europe 2016. Prossimamente la vedremo nel video ufficiale del cypha europeo.
Al momento Comagatte sta lavorando al suo primo album ufficiale da solista intitolato “Sereno variabile”, che conterrà brani in italiano e in dialetto, da cui sono già stati estratti quattro singoli: “L’altra prospettiva” datato 2013, “Funky Q.B.”, “Stronza” e il nuovo “Tutte amiche”, pubblicato il 30 giungo e di cui avrete modo di approfondire durante l’intervista.


Fotografie a cura di FotoArt.

Conosciamo meglio Serena con le domande d’apertura.

Prima di arrivare ai tuoi progetti, raccontaci chi è Serena? Qual è il tuo background personale ed artistico e da dove nascono la tua passione e il tuo stile inconfondibile?
Serena è Comagatte, Comagatte è Serena, una ragazzina cresciuta per le strade di  Molfetta con un pallone, un mangiacassette ed i fumetti di Lobo. Personalmente  non ho vissuto tra writers, skaters, breakers ecc, ma con il neomelodico che  irrompeva ovunque, dalle finestre alle auto preparate. Adoro. Tornavo a casa e trovavo papà che ascoltava Funk, Rock, Soul, Blues ecc. Generi a me sconosciuti. Purtroppo le "lezioni implicite" di papà sono durate troppo poco per poter capire che quella era la mia strada, la musica.
Dopo la separazione dei miei genitori mi sono trasferita nel 2000 in un rione  poco vivibile per una ragazzina, ho vissuto la mia adolescenza con Eminem e  B-real nelle orecchie che mi hanno molto influenzata, soprattutto l'ironia e il timbro vocale di Marshall.
Dal vestiario alla tendenza di rappare, conosco i SunnyCola Connection, gruppo  Molfettese formato da veterani della mia città tra cui Caparezza, all'epoca Miky Mix, che rappava  esclusivamente in dialetto. Scrivevo i loro testi e cantavo, scorrevo veloce e chi mi  ascoltava si complimentava, ma non erano miei testi. Un bel giorno litigai con una mia amichetta e per la prima volta scrissi la mia prima rima: "Hey Giorgia si rutt u cazz, chi ti credi Papa Duck?" ovviamente avevo appena visto il film 8mile e si.. era un dissing alla mia amichetta. Tutto ebbe inizio quindi a 12 anni, facevo la seconda media e il mio tag era Panik con la corona sulla "A". Poi la mia irruenza mi portò al Liceo Scientifico di Molfetta, dove vidi per la prima volta "le capriole a terra" così le chiamavo. CHE NE SAPEVO IO?
Continuai a curiosare in giro, scrivevo sul mio diario "BSE", tag che vedevo sui muri e fui subito  rimproverata da un amico il quale mi disse che non potevo copiare il nome del crew più underground. CHE NE SAPEVO IO? Raccontandovi questo voglio farvi capire che le cose succedono all'improvviso, io non sapevo cosa fosse l'hip hop, mi si è aperta una porta ed io curiosa sono  entrata. Perchè il rap? Perchè per me è la disciplina più esplicita e per una persona che  ha manie di protagonismo continue è perfetto come il limone sulle cozze. Adoro  esporre i miei ideali con un pizzico di ironia esibendomi.
Dopo, nel 2010 ho registrato i miei primi brani al SuperWatt Studio e sono ancora qui, con la voglia di sperimentare su di me.

La nascita di questa rubrica è legata al divario tra i due sessi nella pratica delle discipline dell’hip hop, e qui la domanda fondamentale: le donne sono spesso considerate non all’altezza dai colleghi uomini, così come dagli appassionati del genere, come si riesce secondo te a fare la differenza in particolare nella tua disciplina?
Non trovo nessuna differenza, non ci riesco. Sono cresciuta con i maschietti, ho sempre praticato sport perennemente maschili sfatando il mito delle differenze sessuali, non sono mai stata confinata, MAI.
Nel rap ci sono più maschietti è vero, ma pochi riescono a differenziarsi. Stessa cosa per le donne.
Io riesco a vedere la differenza in base all’originalità e alla personalità.
L’unica cosa che non sopporto è chi sopravvaluta la donna, soprattutto nel freestyle. Se un uomo fa la stessa rima di una donna non succede nulla, viceversa se lo fa una donna, succede il finimondo. È come divertirsi ascoltando un bimbo che dice parolacce futili. Ci si diverte con poco o a me non piace il ponci ponci po’ po’ po’ po’?

Quali sono le tue aspettative, tra passione e professione, e che obiettivi personali ti poni nel fare la tua musica?
Sto sgomitando tra tanti rappers incalliti “O ti spingo o ti sposti” ha ragione Marti Stone, arrivo a chiedermi se vale la pena aspettare umilmente che qualcosa accada o farsi spazio tra una montagna di illusi come me? La seconda, spostatevi ho voglia di rappare e portare le mie rime ovunque. Il bicchiere lo vedo pieno e ne bevo il liquido all’interno, prendo tutto e vado, corro quasi. Mi aspetto che qualcuno mi noti, una ragazza del sud che vuole andare oltre le barriere pugliesi.
 


Passiamo alle domande d’approfondimento, perché le iniziative che hanno vista coinvolta in prima persona Serena, nell’ultimo periodo, sono state davvero tante e tutte molte importanti per i traguardi raggiunti. 

Lo scorso 28 maggio al Barrio’s Cafè di Milano si è svolto il One Shot Game 2016 Mi-Edition organizzato da Honiro. Oltre alla prima selezione, successivamente, tra i 16 finalisti, solo 4 sono stati premiati e tra questi, tu ti sei aggiudicata la sezione Exxclusive. Una bella soddisfazione! Come si è svolta la serata e come valorizzerai al meglio questa occasione?
Sono arrivata stanchissima, con tre ore di sonno dopo la bellissima serata al Lambretta dove mi sono esibita dinanzi al meglio dell’hip hop italiano grazie a Easy One in occasione della presentazione del suo meraviglioso disco. Eravamo 400 partecipanti, dalle 13 alle 19 c’è stata la prima fase, poi sono stati selezionati i primi 16 rappers, tra cui io, ero molto eccitata e in ansia calcolando il livello dei ragazzi. Nelle ultime fasi tremavo, tutti si complimentavano con me dicendomi “hai vinto” tutti mi guardavano e sussurravano un qualcosa di positivo visto i sorrisi di complicità che ci scambiavamo, quasi augurandomi qualcosa.. sempre positivamente.
Alla fine sono salita sul palco con quel trofeo, volevo piangere, sono molto sensibile. Dopo le foto con i vincitori mi sono rifugiata in macchina ed ho chiamato subito mamma che ovviamente ha pianto assieme a me. Sono davvero molto soddisfatta, è già pronto il brano che si intitolerà "La la la", parlo di come vive una persona qui al sud, tra pane ed omertà, incitando tutti a non ascoltare il negativo, ma a denunciarlo in qualsiasi modo.
Grazie Honiro.

Come se non bastasse, un’altra soddisfazione è arrivata con il risultato conquistato al “Peroni Forte Global Rap Superstar” organizzato da Fame Music. Selezionata tra i 9 finalisti ed unica donna. In giuria addetti ai lavori come Guè, Marracash, Don Joe, Paola Zukar e Jacopo Pesce, per 3 mesi di selezione. Perché la decisione di partecipare a questo contest e cos’hai tratto di positivo dal risultato, una nuova consapevolezza verso il tuo lavoro?
Io partecipo sempre a questi tipi di contest, non per vincere, ma per farmi conoscere. Dal contest di Esa a quest’ultimo sono molto attiva sia online che fuori dal virtuale. Ci sono sempre. Ho partecipato a questo contest per essere notata da teste importanti come i sopracitati e così è stato, ricevere le loro critiche direttamente sui miei brani è stato un onore. Arrivare al nono posto su 500 è soddisfacente, inoltre mi piace confrontarmi con altri rappers che non conosco.

Al contest hai proposto 2 brani (www.famemusic.com/Comagatte): “Ogni scusa è buona” e “Tutti Fuori”. Ad entrambi, il primo pezzo è piaciuto parecchio, sia per l’atmosfera creata che per l’attitudine. Due pezzi comunque non scontati da presentare ad un concorso di questo tipo. Ti vogliamo chiedere se sono brani che hai realizzato appositamente per l’occasione o se avremo modo di trovali anche nel tuo prossimo disco.
Il primo no, avevo già in bagaglio questo brano, sperimentando per la prima volta la mia voce con l’autotune, il secondo brano si, ma secondo me potevo giocarmi una carta diversa, mi spiego: ho scritto in poche ore il tipico brano estivo, potevo far di meglio, lo so, ma non pensavo assolutamente di arrivare in finale. Ringrazio Walino per i beat prodotti in poche ore assecondandomi.
 


​​​Tu sei attiva anche fuori dall’Italia, nello specifico in Francia, Paese europeo molto stimolante per la cultura Hip Hop e per la musica Rap. Ultimamente hai avuto il piacere di tornare ad esibirti live in quel contesto, a Parigi, che atmosfera hai respirato nel portare la tua musica fuori da “casa”?
L’aria è diversa, stimolante. I miei colleghi francesi amano la mia musica, mi supportano tantissimo. In tutte due le volte che sono stata fuori sono stata ispirata da tutte le ragazze che si sono esibite, ritornando con la voglia di portare novità a “casa”. Ovviamente quasi nessuno capisce quel che dico, ma ringraziano la mimica facciale che traduce tutto, cosa più bella non può esistere.

Proprio in questa occasione sei entrata a far parte del crew parigino Holdup Team. Spiegaci bene chi siete e in cosa consiste il progetto “Call me femcee”. Sappiamo che tra poco pubblicherete un singolo e che in autunno vedrà la luce il disco che coinvolgerà tutte le female del progetto tra cui la famosa Reverie. Cosa ci puoi annunciare?
Holdup Team è il collettivo più importante ed attivo in Francia, composto da artisti ed attivisti hip hop francesi e non. Il fondatore di questo team ha progettato “Call Me Femcee” il disco che raggruppa femcees di diversi paesi, presto uscirà il video del cypher europeo che comprende solo le ragazze europee che hanno condiviso con me la bellissima esperienza a Parigi E NON SARA' L'ULTIMA!
 


​​​Focalizziamoci a questo punto sul nuovo singolo “Tutte amiche”. Quarto estratto dal tuo prossimo lavoro. Parlaci di come è nato il pezzo e di cosa hai voluto far emergere attraverso il testo, supportato dal videoclip.
Tutte amiche è dedicato a tutti, maschietti compresi, cui adoro fare riferimenti al femminile. Parlo di chi fa di tutto per infangare l’amico, non riuscendoci, per poi condividere tutta la vita assieme. Proprio come le amichette stile Sleepover club, odiose! (ironia)
Nel video c’è il ritornello ballato, mi piace molto ballare, portare un po’ di movimento unendo due delle discipline e soprattutto ho un Team che mi supporta tantissimo, si chiama BARI DANCEHALL SQUAD (Martina, Jusy, Titti, Anyta, Claudia, Giulia, Ilaria, Pamela) Più le Bgirl: Fata, Dana, Hypnotik, Shafy!
Nel brano mi soffermo soprattutto sulle faide continue, io ne sono stata protagonista: c’è chi suppone che il mio nome sia uguale al suo, c’è chi mi odia a prescindere senza motivo e chi mi ama da morire tanto da elogiarmi e minacciarmi nel giro di due giorni per mesi e mesi, infatti il brano inizia con una chiamata in cui qualcuno mi minaccia. RILASSATEVI.
Sull’ignoranza investi, sull’educazione risparmi. Ma questo investimento io lo lascio fare agli altri”.
 
Inevitabile chiederti qualcosa sul tuo disco d’esordio. Puoi già svelarci qualche particolare, così da incuriosire chi ci legge?
Il titolo del disco è “Sereno variabile”. Gioco sul mio nome, sul fatto che sin da piccola mi hanno chiamata Sereno per via della mia attitudine mascolina e sui riferimenti meteorologici poiché il mio disco assume diverse atmosfere. Ci saranno due produzioni della leggenda dell’hip hop italiano.

Grazie Serena per l’immensa disponibilità e la cura nelle risposte. Ricordaci quali sono i tuoi contatti social, così che nessuno si perda nulla in merito ai tuoi prossimi passi. Grazie e a presto!
Grazie mille per lo spazio dedicatomi.
Seguitemi qui: www.facebook.com/Comagatte.Official

La vostra comare, ciao tesò!



Per questo appuntamento è tutto dalla rubrica Ladies First. Carlo Jammai e Cristiana LaFresh vi salutano, ricordandovi che potete proporre i vostri lavori alla rubrica scrivendo una mail a: info@lacasadelrap.com digitando nell’oggetto: Ladies First.
Stay tuned and see you soon!

 
Dogg
Ritratto di Dogg
Bella intervista