Black Beat Movement "Love Manifesto" la recensione

Oggi abbiamo ascoltato per voi LOVE MANIFESTO il secondo album dei Black Beat Movement formazione milanese di 6 elementi con a capo la voce di Naima Faraò  accompagnata da Jacopo Boschi alla chitarra; Luca Javier Bologna al basso,synths e effetti; Luca Specchio al Sassofono; Nico Roccamo alla batteria e percussioni; Dj Agly_per gli scratches.
Il disco può essere sicuramente collocato nella categoria Black Music e all’ascolto le sonorità viaggiano tra soul, hip hop,  r’n’b, broken beats, e il jazz.



La traccia di apertura Intoxicated è un featuring con un inaspettato Tormento che canta in inglese, scelta che risulta essere un ottimo elemento di continuità con il resto del disco. La scelta di aprire l’album con una collaborazione, potrebbe sembrare rischiosa, visto che la presenza di un pezzo portante della storia dell’ Hip Hop italiano come Tormento potrebbe catalizzare l’attenzione dell’ascoltatore. Questo però non avviene perché il brano è sapientemente calibrato e si sente chiaramente che il sound dei componenti dei Black Beat Movement e la voce di Naima Faraò reggono pienamente il confronto e sono all’altezza di gestire un ospite di questo calibro.  
New Dawn, seconda track del disco uscita come primo singolo accompagnato dal Videoclip diretto da Erika Errante con l’aiuto di Ilaria Sabatella, è un brano dalle atmosfere sonore rarefatte con un testo che lancia un chiaro messaggio positivo  di fermare Babilonia “get stop babylon” (termine che fa trapelare il legame tra Naima Faraò e il genere Reggae Roots) ricordando che: “ogni giorno che ci viene donato è una nuova alba” “everyday you get is a new dawn”.
Into the Space terzo brano del disco in cui  i Black Beat Movement hanno un approccio con influenze Trip Hop in cui Elettronica, Funk e Jazz si fondono e dove i cambi tra strofa e ritornello conducono ad un cambio di atmosfere,
mantenendo le sonorità non eccessivamente scure come invece il genere nato nel Regno Unito tende ad avere.



The Plot, altra collaborazione di livello con l’intervento di M-1, dei  Dead Prez duo hip hop nato nel 1996 a New York formato dai due rapper Stic.Man e M-1 conosciuti per il loro stile e per i temi trattati, che variano dal livello sociale a quello politico. Un mix tra Rap e Soul ben fatto che la rende una collaborazione elegante che ricorda sonorità alla Guru nei suoi album Jazzmatazz.
Elle  brano in stile R’n’B che ricorda molto sonorità utilizzate dalla cantante inglese Estelle in brani come American Boy.
Home sesto brano dell’album incentrato su pianoforte e voce accompagnati da una batteria jazz che porta il groove.
Intertwine brano molto interessante, ricco di energia e con la chitarra in primo piano, anche questo un brano ricco di contaminazioni che ricordano sonorità come quelle dei The Cardigans gruppo svedese anni 90.
Outta Town brano che vede la collaborazione con Raphael noto artista reggae italiano che in questo brano viene ospitato su atmosfere e sonorità decisamente Soul  senza abbandonare tematiche conscious che fanno da unione tra il genere di provenienza dell’artista e l’ottimo risultato di questo brano targato Black Beat Movement.



Ruck My Face tornano sonorità anni 90 che ricordano i Moloko duo anglo-irlandese che miscela sapientemente elettronica e pop  come avviene in questo brano forse troppo internazionale per l’ambiente italiano abituato a cose più semplici all’ascolto. Per noi comunque un ottimo brano.
Goosebumps e No Latency dove le sonorità e le atmosfere  morbide e dilatate la fanno da padrona cullando l’ascoltatore e invitadolo a lasciarsi guidare lungo il viaggio musicale proposto da i Black Beat Movement in questo album ricco di sfumature sonore legate da una buona scelta del sound.
Effetto collaterale unico brano in italiano di tutto il disco, collaborazione con il rapper Musteeno attivo fin dagli anni 90. Brano che sembra ospitare un rapper italiano in un disco che non sembra italiano sia per sonorità che per la scelta del cantato esclusivamente in inglese. Anche questa volta la scelta ci sembra equilibrata e il cantato con l’attitudine Rap delle Posse anni 90 su sonorità attualissime risulta piacevole all’ascolto.
Over the Word brano super Funk in chiusura di Love Manifesto dove il ritmo travolgente con una strumentale che la fa da padrona lascia l’ascoltatore con la voglia di un ulteriore brano  ma sarà costretto a rimettere in play il disco.
Love Manifesto risulta un’ottima produzione con un sound compatto ed elegante che non sfigura a livello internazionale e per il quale l’ambito nazionale potrebbe risultare troppo stretto. Si tratta di ottima musica e il progetto nel suo complesso fa trasparire un lavoro lungo e accurato per ogni singola traccia. L’affiatamento dei componenti e i numerosi live dei Black Beat Movement in questi anni, più di 150, fanno la differenza e trasmettono la piena padronanza di quello che si sta facendo e la strada che si vuole percorrere. Love Manifesto è un album da avere  nella propria collezione di Black Music e da ascoltare più volte attentamente lasciandosi trasportare.  La collaborazione con Grande Onda, Maninalto e la distribuzione Universal/Made in Etaly confermano ancora una volta la qualità del progetto.
ONE  LOVE AND BIG UP per i Black Beat Movement

Nukleo